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sabato 5 maggio 2012
Ristorante - Antica Trattoria del Turbone - Montelupo Fiorentino - Firenze - Italia
La giornata è stata faticosa. Firenze, per quanto sia una città non molto grande, ha talmente tante cose da visitare, che una sola giornata è veramente poca. Fortunatamente abbiamo preso il treno da Montelupo Fiorentino e con venti minuti siamo arrivati al centro del capoluogo toscano, per cui niente stress da traffico e da ricerca posto auto. Comunque la giornata è stata molto bella, per pranzo un panino e alla sera avevamo veramente fame. Avendo lasciato la macchina alla stazione di Montelupo, ci siamo messi alla ricerca di un locale in zona, che avesse delle credenziali positive. Così per mezzo di quell'eccezionale strumento che si chiama internet, siamo riusciti a trovare un pò di locali e alla fine abbiamo optato per l'Antica Trattoria del Turbone. Scelta azzeccata e conveniente. Con la macchina ci dirigiamo verso il locale e arrivati alle 19,30 scopriamo che è tutto pieno, tutto prenotato. E ora che si fa? Nulla, invece di aspettare le 20 per mangiare, lo facciamo subito, tanto siamo stanche e così precediamo tutte le persone che arriveranno in seguito. Insomma un'ottima scelta.
Gentilmente ci fanno accomodare e prontamente prendono le ordinazioni. Subito le bevande, acqua, mezzo litro bianco e bibita per i ragazzi. La cameriera è molto gentile e disponibile. I ragazzi optano per la pizza, una diavola per Jacopo e una con wurstel per Gianmarco. Noi prendiamo quattro ribollite. Ricordavo di averla assaggiata una volta, ma questa è veramente buona, forse dovrebbe essere un pò più brodosa, a mio gusto, però il sapore è notevole. Intanto il pane sciapo toscano, fa una rapida presenza sul tavolo, infatti finisce subito. Per secondo io e il Presidente, scegliamo la trippa alla fiorentina. E' come quella romana, solo che in più ha la salsiccia, insomma un pò più pesante da digerire. La scarpetta è scattata di conseguenza, piccantina al punto giusto. Le signore hanno preso una tagliata di pollo e scaloppina ai porcini. Nel frattempo una patatina fritta è arrivata ai ragazzi. Una cena così buona, doveva essere chiusa con un dolce di rilievo. Ma è nella semplicità delle cose, la forza di questo locale. Così sono arrivate delle fragole con limone e con panna, molto buone, insieme ad una ananas con maraschino. E alla fine non potevano mancare i cantuccini con il vin santo.
Insomma una serata culinaria molto positiva, anche in relazione al prezzo. Infatti abbiamo pagato 20 euro cadauno, insomma un buon rapproto qualità/prezzo.
Per chi passa da quelle parti lo raccomando, ne vale veramente la pena.
giovedì 5 aprile 2012
Osteria "Tenuta Cantagallo" - Capraia e Limite - Firenze - Italia
Arriviamo in loco, cioè all'agriturismo, dove si trova la locanda, verso le 18,30. Abbiamo inpiegato da Roma circa tre ore, viaggio tranquillo e non molto traffico, anche essendo venerdì. Il pasto presso la Locanda, fa parte di un'offerta presa su internet, circa nove mesi orsono. Arrivati agli appartamenti, ci rilassiamo un pochino e poi poco prima delle venti andiamo ala ristorante. Molto ben curato nei dettagli dell'arredamento, insomma la sensazione iniziale è buona. Ci attende il ragazzo del locale, il quale ci indica il nostro tavolo. Nell'offerta era prevista una cena per due persone, composta di antipasto e di primo o secondo, più calice di vino. Mentre per i ragazzi, c'era un menù fisso a 12 euro o altrimenti si andava alla carta. Gianmarco ha optato per il menù fisso, mentre Jacopo è andato un pò alla carta e un pò nei piatti di mamma e papà.
Dunque ci sediamo è il ragazzo ci spiega cosa era possibile ordinare. data che la cosa non era stata capita molto bene, il fatto di doverla rispiegare ha causato un pò di mal di pancia a colui che la doveva esporre. Ma poco male, l'importante è mangiare bene. Ci porta una bottiglia di rosso toscano e acqua. Ecco arrivare gli antipasti, con i classici affettati del luogo, comprensivi di formaggi e mangiati con il famoso pane toscano, croccante e buonissimo. Insomma tanti assaggini che hanno fatto piacere a tutti i commensali, compreso Jacopo che assaggia sempre tutto. Per ciò che concerne la scelta tra antipasti e primi, la cosa è stata suddivisa in questo modo, cioè la First Lady ha preso un risotto alla zucca guarnito con guanciale, mentre noi abbiamo scelto la tagliata al rosmarino farcita con fagioli all'uccelletto. Jacopo ha preso dei tortelli e invece Gianmarco ha proseguito nel suo menù fisso, con pasta al pomodoro e hamburger. Il risotto era veramente notevole, fortunatamente Daniela lo ha fatto assaggiare al resto del gruppo, invece per ciò che concerne la tagliata la delusione è stata forte. Troppo dura, veramente troppo dura. Insomma buoni i fagioli, carne negativa. Se non erro è arrivato anche un piatto di patate al forno, ma piene di aglio. però siamo nella zona giusta, per cui alzo le braccia. Dico questo perchè discendo da un vampiro, evidentemente. Comunque la carne ha inciso negativamente sul resto della cena. Fuori menù, prendiamo dei dolci, uno diverso dall'altro. Io come al solito non lo prendo e ne assaggio un pò da Carla e un cucchiaio da Jacopo, con suo sommo fastidio. Dolci buoni, ma nella media. Chiedo un amaro e poi quando arriva il conto scopro che l'ho pagato cinque euro, mi sembra un pò caro.
Comunque mi aspettavo di più e sinceramente anche vista la distanza, non penso che ci ritorno a mangiare, perchè invece l'agriturismo con le sue stanze e la sua posizione è veramente eccezionale.
Dunque ci sediamo è il ragazzo ci spiega cosa era possibile ordinare. data che la cosa non era stata capita molto bene, il fatto di doverla rispiegare ha causato un pò di mal di pancia a colui che la doveva esporre. Ma poco male, l'importante è mangiare bene. Ci porta una bottiglia di rosso toscano e acqua. Ecco arrivare gli antipasti, con i classici affettati del luogo, comprensivi di formaggi e mangiati con il famoso pane toscano, croccante e buonissimo. Insomma tanti assaggini che hanno fatto piacere a tutti i commensali, compreso Jacopo che assaggia sempre tutto. Per ciò che concerne la scelta tra antipasti e primi, la cosa è stata suddivisa in questo modo, cioè la First Lady ha preso un risotto alla zucca guarnito con guanciale, mentre noi abbiamo scelto la tagliata al rosmarino farcita con fagioli all'uccelletto. Jacopo ha preso dei tortelli e invece Gianmarco ha proseguito nel suo menù fisso, con pasta al pomodoro e hamburger. Il risotto era veramente notevole, fortunatamente Daniela lo ha fatto assaggiare al resto del gruppo, invece per ciò che concerne la tagliata la delusione è stata forte. Troppo dura, veramente troppo dura. Insomma buoni i fagioli, carne negativa. Se non erro è arrivato anche un piatto di patate al forno, ma piene di aglio. però siamo nella zona giusta, per cui alzo le braccia. Dico questo perchè discendo da un vampiro, evidentemente. Comunque la carne ha inciso negativamente sul resto della cena. Fuori menù, prendiamo dei dolci, uno diverso dall'altro. Io come al solito non lo prendo e ne assaggio un pò da Carla e un cucchiaio da Jacopo, con suo sommo fastidio. Dolci buoni, ma nella media. Chiedo un amaro e poi quando arriva il conto scopro che l'ho pagato cinque euro, mi sembra un pò caro.
Comunque mi aspettavo di più e sinceramente anche vista la distanza, non penso che ci ritorno a mangiare, perchè invece l'agriturismo con le sue stanze e la sua posizione è veramente eccezionale.
lunedì 30 gennaio 2012
Ristorante "Da Isolina" - Canino - Viterbo - Italia
E' una bella domenica, soleggiata e con temperatura idonea per affrontare un viaggio che da Roma ci porta vicino a Montalto di Castro, per la precisione a Canino. Ci troviamo nella sottile linea di terra che divide il Lazio dalla Toscana, questa è la terra dei butteri. Proprio in prossimità del locale ne abbiamo visti parecchi, con i loro cappelli tradizionali e i cavalli vicino a loro.
Ma chi siamo? Siamo quelli di Capodanno, con qualche assenza giustificata. Cioè manca il PVC, però sono presenti l'A.D., la stampa romana, il MC e logicamente il Presidente. E' proprio grazie a lui che veniamo da Isolina, praticamente lui nel periodo estivo ha la tessera mensile valevole nei mesi di luglio e agosto.
Ci sono molte macchine fuori e infatti il locale è pieno, meno male che abbiamo prenotato.
Prima di sedermi mi reco al bagno e devo dire che , nonostante l'alta affluenza, è in uno stato buono.
Purtroppo oggi solo menù fisso, ma tanto basta per rendersi conto di quanto bene si mangi.
Dunque appena ci sediamo, il titolare porge i suoi saluti al Presidente e alla First Lady. Poi ci accomodiamo e cominciano ad arrivare gli antipasti. L'antipasto è formato da tutta una serie di affettati casarecci, delle bruschette e dei formaggi con miele accanto per poterli degustare al meglio. Da notare che la bruschetta viene portata solo con il condimento dell'olio, per chi lo vuole viene portato l'aglio da strofinare. Molto gradita questa cosa, infatti sia Carla che io non amiamo questo prodotto. Il vino è della casa, ma ho visto che ci sono delle etichette molto importanti, non solo della zona. Questo antipasto è proprio buono, ma trà un pò passiamo ai primi. Vengono serviti due assaggi di primi, in realtà sono due belle porzioni. Il primo primo piatto, sono delle pappardelle al capriolo. Buonissime, la pasta bella spessa, come piace a me. Ma il secondo primo, cioè la zuppa di fagioli, è fantastica. Come non fare il bis? Infatti non è possibile. I fagioli sono i classici della zona, cioè i borlotti. Arrivati a questo punto, si prosegue a mangiare per la gola e non perchè si abbia effettivamente fame. Comunque passa il giusto tempo, tra una porzione e l'altra.
Dunque i piatti forti del locale sono le tagliatelle ai funghi porcini e lo stinco di maiale arrosto con le patate. Per i funghi porcini bisogna tornare, mentre per lo stinco, anche se non presente nel menù fisso odierno, grazie al Presidente, abbiamo avuto l'opportunità di assaggiarlo. Lo stinco di maiale è superbo, un piatto prelibatissimo. Sono stato recentemente il Germania e anche li lo stinco è uno dei piatti tipici. Non c'è paragone, ma neanche lontanamente. Che spettacolo di piatto, logicamente anche gli altri due secondi erano notevoli e sto parlando del cinghiale a "bujone" e dell'abbacchio ripassato in padella e piccante al punto giusto. Come contorno patate al forno e insalata. Un pranzo da dieci. Però devono arrivare ancora i dolci, cioè il tiramisù e un altro di cui non ricordo il nome. Tutti e due preparati rigorosamente in casa. Ecco forse il dolce è stata la cosa meno gustosa, ma forse è dovuto anche al fatto che eravamo veramente pieni.
Devo dire che cibo e compagnia sono stai veramente ottimi e anche il conto è stato positivo, 30 euro gli adulti e 20 i ragazzi.
Da Isolina bisogna tornare.
mercoledì 27 luglio 2011
Trattoria Pizzeria "Plinius" - Pescara - Italia

L'occasione di venire in questo locale ci è data dal fatto che Alessio, piccola roccia dell’ area di rigore, compie gli anni. Così ci rechiamo in quel di Pescara, città natale dei suoi genitori e la fortuna vuole che la sorella di Alessandra, mamma di Alessio, sia la titolare del ristorante. In cucina c'è anche la nonna di Alessio, che sforna pizzette e tante altre leccornie.
Ma andiamo con calma e riepiloghiamo la situazione. Dunque arriviamo sabato per l'ora di pranzo. Partiamo da Roma con la pioggia, ma fortunatamente a Pescara troviamo una giornata che con il passare delle ore migliora sempre di più. Il ristorante fa parte dello stabilimento balneare, cos' con l'occasione ci mettiamo a prendere un pò di sole. Che spiaggia grande, al posto degli ombrelloni ci sono le palme e poi c'è tanto spazio. Comunque i bambini hanno fame e noi non siamo da meno. Ci sediamo al tavolo esterno, c'è un'aria frizzante, si sta bene. Dietro suggerimento di Alessandra e con la complicità gastronomica di Daria abbiamo preso una stupenda insalata verde con dentro pesce fresco. Nel frattempo, per placare la fame, sono arrivate delle stupende focacce. La porzione di insalata è enorme, sicuramente serve a saziare due persone, ma noi facciamo uno sforzo e così una basta per ogni commensale. Dopo questa stupenda insalatina, ci vuole un bel caffè e qui entra in gioco Daria che prepara il caffè estivo, un caffè da non so quante calorie, ma che è talmente buono che il giorno dopo faccio il bis. In pratica la base è caffè e sopra c’è la panna, ma tutto preparato con sentimento e quando c’è questo è tutto più buono.
Il compleanno si festeggia la sera, sembra una cena di nozze. Oltre alle bottiglie di acqua, ecco arrivare un buon trebbiano, vino bianco fresco e fruttato, molto indicato in questa serata a base di pesce e con temperatura piacevolissima. Dopo un po’ entrano in scena gli antipasti, sono tanti e ottimi, che spero di non saltarne nessuno. Moscardini al sugo, spettacolari, saporiti, che aggiungere di più? Ostriche fresche e cozze gratinate, soutè di vongole e cozze e carpaccio di salmone, contribuiscono a rendere la cena quasi perfetta. Metto il quasi, perché siamo solo all’inizio. Tutto veramente buono, da autentica degustazione, ma la cosa che ho apprezzato di più, tra gli antipasti, sono state i cannolicchi di mare ripieni di pangrattato, peperoni e zucchine. Spettacolari. In questo contesto mettete un servizio di ottimo livello.
Vicino avevo Mirco, papà del festeggiato, al quale chiedevo ogni tanto se le portate fossero terminate, ma la sua testa continuava a dire di no. Da lontano vedo arrivare un’ enorme pirofila in mano a Federica, la titolare del locale, la quale serve direttamente nel piatto uno spettacolare pacchero al sugo con astice. Da leccarsi le dita e da fare la scarpetta, ma soprattutto da bis e infatti il bis non è sfuggito. A questo punto penso che si possa passare direttamente al dolce. Ma nulla di tutto questo. Passano alcuni minuti, giusto il tempo di riprendersi dalle fatiche precedenti, che vedo arrivare un enorme pesce con patate intorno. Il mio sguardo è allibito, fra me penso che non ce la farò mai a mangiare, invece quando lo vedo nel piatto e lo assaggio, provo un sussulto, dentro di me sento salire la voglia di sapere di cosa si tratta. E’ un pesce che non ho mai mangiato, è delicatissimo, è un’ombrina. Con le patate al forno si sposa in maniera eccellente. Ora sono veramente esausto, non posso mangiare più nulla, solo la gola, all’arrivo della torta, mi aiuterà in questo ultimo sforzo.
E’ stata una cena fantastica, ma mai avrei pensato che la ciliegina sulla torta sarebbe arrivata il giorno successivo.
Infatti appena alzato e dopo aver parlato con Mirco, decidiamo, cioè manifestiamo l’intenzione di non pranzare e prendere solamente un caffè estivo, insomma quello preparato da Daria. E’ l’ora di pranzo e i bambini hanno fame, così ci sediamo tutti. Le signore scelgono ancora l’insalata speciale, anche io mi accodo, mentre Mirco opta per la chitarrina allo scoglio, cioè pasta fatta in casa tipo spaghetti ma con più spessore, sembrano fatti solo con acqua e farina. Io ne assaggio una forchettata da Jacopo, anche perché di più non me ne avrebbe fatta prendere, veramente buona. Nel frattempo ecco passare davanti ai nostri occhi la famosa ciliegina, che altro non è che una frittura di paranza. Che facciamo, almeno una porzione divisa in quattro non la prendiamo? Erano anni che non degustavo una frittura di paranza, cioè del pescato, così buona. Lattarini, merluzzetti, alici, totani, insomma un po’ di tutto. Che spettacolo ragazzi. Potrei mangiare pesce per molto tempo, ricordo che in Thailandia, in occasione del nostro viaggio di nozze, Carla e io ne abbiamo mangiato per 15 giorni di seguito. Questo è per dire quanto mi piace, per cui vi assicuro che questo è un locale da provare assolutamente e anche se c’è da aspettare un pochino, perché tutto è preparato al momento, l’attesa è ripagata alla grande.
Andate e poi mi direte.
lunedì 25 luglio 2011
Ristorante "Sfizi di Iri" - Terminillo - Rieti - Italia

Decidiamo di regalarci un fine settimana al Terminillo, al fresco e, soprattutto, lontano dal mare. Ma io dico, è possibile sempre sto mare in mezzo durante l'estate? Comunque approfittando di un'fferta su LetBonus, prendiamo un pernottamento, colazione, cena e ingresso al centro benessere a 39 euro a testa. Che fai non vai? Noi prenotiamo con largo anticipo e andiamo, senza pargoli.Siamo in quattro, due coppie. Da oggi ci chiameremo i quattro del coupon. Dell'hotel parlerò in seguito, ma intanto vi dico che la cena compresa l'abbiamo saltata per nostra decisione, in quanto il locale dove dovevamo consumarla non ci convinceva, sotto un pò di punti di vista. Così abbiamo cominciato a fare un giro tra i locali del Terminillo, non ce ne sono molto in verità. Alla fine optiamo per questo locale e scelta non è stata mai più azzeccata.
Vediamo il menù esposto all'esterno, l'ambiente carino del locale e decisiamo di entrare. La ragazza, che poi presumo sia Irene, cioè la propprietaria, ci fa accomodare al tavolo vicino al vetro. Il ristorante ancora non era molto affollato e comunque è aperto fini alle 24, un orario molto lungo vista la località. Passa qualche minuto e Irene viene a elencarci il menù. Chiediamo da cosa è formato l'antipasto e così decidiamo di prenderlo, però lei stessa ci dice di prenderne due, in quanto le porzioni sono molo generose. In pratica uno per coppia. dopo aver scelto i primi, ci porta da bere. In riferimento ai primi, dato che mi aveva visto titubante su cosa scegliere, mi ha detto se mi fidavo di lei, io mi sono fidato e sono andato alla grande. Ecco arrivare l'antipasto, formato da salumi vari, prosciutto con fichi, prosciutto e melone, fagioli al sugo, fegatini al sugo e fetta di polenta con lardo scaldato sopra. Tutto buonissimo. Il locale è sobrio, con colri tenui e arredato con gusto e semplicità. Nel frattempo il ristorante si popola di una coppia di fidanzati e di una tavolata di ragazzi e ragazze. Ecco arrivare i primi. Dunque io ero molto attirato dalle papppardelle allo zafferano e speck, ma alla fine Irene mi ha portato delle pappardelle al sugo di cinghiale, semplicemente spettacolari. Il cinghiale era delicato e non aveva quel sapore di selvatico che delle volte mantiene. Questi sono tutti e due primi da dieci. Il secondo lo saltiamo, ma vogliamo assaggiare un piatto che a noi piace molto, cioè il radicchio, questo era preparato in agrodolce. Buono, molto buono. Mirco è andato sul sicuro con la cicoria ripassata in padella. Prendiamo tempo per assaporare i dolci e comunque ogni volta le facciamo i complimenti per i piatti che abbiamo degustato. Per dolce io prendo una torta di pan di spagna ricoperta con cioccolato al rhum, mentre gli altri vanno dalla crostate per arrivare alla torta di limone. Ora manca il digestivo e sempre perchè ci fidiamo di lei, ci porta un amaro, di cui non ci ha voluto dire gli ingredienti. Anche per questo ha ricevuto i complimenti.
Ecco arrivare il conto e qui si è superata.Totale 78 euro, cioè 19 euro a testa, comprese acqua, birra e calice di vino.
Francamente una scoperta piacevole, che coniuga una qualità eccellente, insieme alla gentilezza e alla simpatia della proprietaria.
Da tornarci assolutamente, ogni occasione è buona.
giovedì 21 luglio 2011
Ristorante Agnaniello - Vico Equense - Napoli - Italia

E' stata una cena sudata, ma ne è valsa la pena. Dopo aver visitato Sorrento e poi preso l'aliscafo per Capri, ci siamo rimessi in macchina per percorrere le impervie strade della penisola sorrentina. Peccato che abbiamo percorso una strada che è una via lunga circa 15 chilometri, tutte curve e tornanti. E' una strada che unisce in due punti differenti la cittadina di Vico Equense e purtroppo noi l'abbiamo preso dalla parte errata, infatti il nostro locale si trovava all'inizio della strada, ma all'opposto da dove l'abbiamo presa noi. Sembrava di essere su "Scherzi a parte". Per un pelo abbiamo evitato la processione, altrimenti avremmo saltato anche le cena. Quando siamo arrivati il locale non era quello che ci avevano segnalato, ma stremati dalla giornata e dalle curve, non ci abbiamo pensato due volte e abbiamo chiesto un tavolo per sei.
Gentilmente il cameriere ci fa accomodare in un tavolo vicino alla finestra, per cui eravamo anche al fresco. Dopo aver portato le bevande, ci chiede cosa volessimo mangiare, così optiamo per un antipasto misto, accompagnato da una Falanghina della casa, cioè un vino bianco del luogo. L'antipasto era composto da fiori di zucca ripieni di ricotta, evidentemente una specialità del posto, insalata di mare e gamberetti pastellati accompagnati da una salsa di mosto di uva(vino cotto). Inoltre abbiamo gustato delle bruschette e un tagliere con mozzarella di bufala e prosciutto crudo. Tutto molto gradevole e saporito. Devo dire che l'accostamento gamberetti-vino cotto, è risultato azzeccato.
Successivamente sono arrivati i primi piatti. Io mi sono fidato del cameriere il quale mi ha consigliato un risotto al totano di lenza, cioè pescato a fondo, condito con olio e limone. Sapore delicato e totano molto buono. Altro primo piatto sono stati i paccheri al sugo di ricciola. Due ottime scelte.
A questo punto eravamo abbastanza pieni, c'era solo un piccolo spazio per il dolce e la frutta, così abbiamo preso chi il vinbrulè alla nocciola, chi la crostata di ricotta e pere(sublime) e chi il millefoglie scomposto ai frutti di bosco. La tagliata di frutta aveva proprio un aspetto invitante.
Per digerire liquore al finocchietto e limoncello.
Veramente una bella cena, sapori giusti e prezzo ancora di più. Infatti abbiamo speso 22 euro a testa, mi sembra un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Magari se ritorno da quelle parti cambio strada, così evito tutte quelle curve e quei chilometri in più.
sabato 12 marzo 2011
Ristorante Ma - Trù - Amatrice - Rieti - Italia

L'occasione per provare questo locale, è il Carnevale di Amatrice, con la sfilata in costume degli abitanti del luogo e quella dei carri. Come al solito Daniele ha insistito e noi non ce lo siamo fatti dire due volte. Ma noi chi? Cioè la mia famiglia e quella di Marco, insomma una bella truppa. Appuntamento prima a casa di Daniele e signora, prendiamo l'aperitivo e poi ci dirigiamo verso il locale. La fame comincia ad avanzare e noi non ci tiriamo mai indietro, quando si mangia bene e la compagnia è ottima.
Arriviamo verso le 13,30 all'appuntamento con le sedie del locale. E si sono li che ci aspettano, perché verso le 15 inizierà la sfilata e tutto il paese è in fibrillazione. Appena arrivati si avvicina il titolare, Daniele Bonanni, il quale fa gli onori di casa e ci prospetta i vari piatti presenti. Per l'antipasto lasciamo fare a lui, mentre per il vino optiamo per un bel Petit Verdot della casa vinicola Casale del Giglio. Arriva un piatto con affettati del luogo e mozzarella di bufala, tutto bene. A seguire vediamo arrivare ricotta fresca, farro condito con vari ingredienti, piatto tipicamente primaverile, ma molto buono e delicato. Ecco arrivare quello che secondo me è stato il top per quanto riguarda gli antipasti, cioè la coratella. Buona è dir poco, sembra quella che preparo io, quando insieme a Jacopo me la finisco in un batter d'occhio. Arriva poi la trippa, forse un più piccante non sarebbe stato male e poi il formaggio con il miele di castagno, connubio perfetto di sapori. Antipasto eccellente. Cerchiamo di prendere fiato, ma ecco che arriva il piatto più importante e tradizionale, cioè il bucatino all'amatriciana, comunque preceduto da bombolotti alla gricia. Valutazione del bucatino 10, bombolotto 9. Le signore hanno tutte optato per ravioli alla crema di noci. A questo punto, a parte che eravamo arrivati all'ora dell'inizio del carnevale, ma soprattutto eravamo arrivati noi, nel senso che non ce la facevamo più a mangiare. Serviva assolutamente un caffè e un digestivo. E allora cosa di meglio di una buona grappa barricata con pezzo di cioccolato fondente vicino? Veramente scelta non fu più azzeccata.
Il locale è bello, molto ben tenuto. Certo dobbiamo tornare per provare i secondi e allora faremo questo piccolo sforzo e stavolta Daniele non dovrà insistere più di tanto e comunque verremmo anche se il carnevale è passato.
venerdì 1 ottobre 2010
Ristorante La Bottega del Mare - Capoterra - Cagliari - Italia

Questo pranzo è uno dei più belli che abbiamo mai organizzato, infatti mi ricorda molto la filosofia di Amici Miei. Cosa unisce noi quattro/cinque matti alla famosa serie di film? Semplice, il fatto di aver prenotato un volo da Roma alle otto di mattina per Cagliari e essere rientrati la sera stessa alle 23 circa. Io ho chiamato tutto questo "una mattata", però bisogna dire che è stata proprio bella l'idea che è venuta ad Alfredo. A lui l'idea e io mi son messo in moto per prenotare volo lowcost Ryanair e noleggio auto. Ma andiamo con calma, parlando della nostra mattinata iniziata molto presto, continuata con l'arrivo a Cagliari, presa della macchina e colazione lungo la strada in un bar/pasticceria gestito da marito e moglie che servivano dei dolcetti sardi e delle bombo fritte stracolme di crema. Dopo questo piccolo spuntino, ci siamo diretti al mare, precisamente direzione Chia, località Capo Spartivento. Rivedere dopo qualche anno quei posti è stato proprio bello e ricordare con Franchino la stupende vacanza passata insieme in Sardegna è stato piacevole. Passo indietro, cioè da chi è formato il gruppo Amici Miei? Da Alfredo, Roberto, Franco e da Giulio, un amico di Alfredo, veramente simpatico. Logicamente il quinto ero io. Sulla spiaggia siamo stati benissimo, una piccola brezza non ci ha fatto rendere conto del sole, ancora caldo. Rimanere sdraiato e schiacciare un pisolino, dopo la levataccia, è stato un attimo. C'è chi ha fatto il bagno e che ha deciso di andare in surf. Insomma una svago assoluto e lontano dai pensieri cittadini di tutti i giorni. Ma ecco che si avvicina il pranzo e il luogo è stato scelto da Alfredo, il quale lo aveva provato durante il suo soggiorno lavorativo estivo, per cui ci avviciniamo al luogo prenotato.
Arriviamo in ritardo rispetto all'orario prefissato. Entra prima di tutti Alfredo e si becca il cazziatone dalla proprietaria, diciamo abbastanza sgradevole. Francamente mi è sembrato un pò fuori luogo, in definitiva il locale era ancora con molta gente, bastava dire che dovevamo accontentarci di quello che c'era e noi avremmo accettato ugualmente. Ma, successivamente, leggendo qualche commento in rete, mi son reso conto che è un atteggiamento ripetuto più volte, francamente un atteggiamento molto discutibile. Comunque poi il servizio è stato all'altezza soprattutto grazie a un cameriere il quale è stato molto gentile e presente nel sentire e cercare di risolvere le problematiche di Roberto relative alla sua allergia alla cipolla. Insomma veloce lavatina alle mani e cominciano ad arrivare gli antipasti, bagnati da un discreto vino locale. Buone le cozze, sia quelle con il sugo, sia quelle in bianco. Ottimo il polpo in insalata e le lumache, però quelle di terra, perchè quelle di mare erano un pò saporite. Carpaccio di tonno notevole, insieme alle ostriche. Per ciò che concerne il primo abbiamo mangiato un risotto al nero di seppia ai frutti di mare. Essendoci la cipolla, per Roberto è arrivata una frittura di pesce, delicata e veramente ma veramente buona. Nota particolare, il pane viene servito caldo e bruscato. Il locale è molto grande e lo spazio esterno è piacevolmente arredato, anche con un piccolo angolo con giochi per bambini. Intanto aspettiamo con ansia il secondo, in quanto passando per fare una camminata avevo visto la grigliata di pesce. Quando è arrivata in tavola la foto è stata d'obbligo. Ho veramente sentito il sapore del mare, la spigola e tutto il resto era semplicemente eccezionale. Le seppie, con il nero che è schizzato addosso ad Alfredo, erano sontuose. Per pulire la bocca un piatto di verdure fresche condite con olio e sale. Un bel sorbetto al limone e le mini seadas ripiene di ricotta e scaglie di cioccolato hanno concluso il pranzo, però quello alla sala interna. Infatti per il mirto e il caffè ci siamo spostati all'esterno, con il vento del mare a cullare la nostra stanchezza, dovuta sia all'orario della sveglia, ma anche a ciò che abbiamo mangiato.
Ecco arrivare il conto, totale 200 euro, cioè 40 a testa, costo giusto rapportato a quello e a come abbiamo mangiato. Anche qui situazione un pò spiacevole con la proprietaria, la quale ci ha chiesto di velocizzare il pagamento in quanto lei se ne doveva andare.
Per concludere, si mangia molto bene, servizio buono, proprietaria no comment.
lunedì 27 settembre 2010
Ristorante da Ignazio - Venezia - Italia

E' l'ultima serata a Venezia, il che coincide con l'ultima cena di questa breve e molto bella vacanza nella città lagunare. Come al solito è stata una giornata intensa, piena di belle cose viste e di discreti chilometri percorsi. I bambini sono stati semplicemente perfetti, hanno camminato molto e si meritano un complimento pubblico. ma torniamo all'evento serale della cena. Da studi approfonditi da parte di Carla, ci siamo diretti verso un locale, di cui non ricorso il nome. Arrivati davanti al luogo delle cene, da fuori vediamo che è pieno in ogni ordine di posto, segno evidente che lo studio di Carla era stato molto buono. entra Jacopo e chiede al cameriere quanto tempo ci fosse di attesa prima dio potersi sedere e mangiare. Il cameriere gli dice circa 10 minuti, ma secondo noi erano di più, anche perché avevamo davanti altre persone in attesa. Rapido sguardo fra tutti noi e ci viene in mente che a pochi metri da questo locale ne avevamo visto un altro, molto carino e invitante. A questo punto ci spostiamo davanti da Ignazio, i bambini sono entrati e hanno chiesto se era disponibile un tavolo per sei.
Ci accomodiamo nel giardino, la temperatura è piacevole e l'ambiente è ideale per poter colloquiare. Dopo che ci siamo accomodati arrivati il cameriere, molto gentile di una certa età. Ci porge il menù e prende l'ordinazione per le bevande. Guardando i prezzi e vedendo l'ambiente sappiamo di essere in un locale medio-alto, dal punto di vista rapporto qualità/prezzo. Molto bene anche i servizi igienici, puliti e curati. Ma passiamo ai piatti scelti. Dunque i bambini si dividono un piatto di prosciutto crudo, mentre Carla e Ale optano per un antipasto misto di mare. Però il miglior piatto in assoluto è quello che abbiamo scelto Mirco ed io, cioè involtini di melanzane ripieni di branzino. Semplicemente spettacolari, un vero trionfo di sapori. Delicati e importanti allo stesso tempo. Il tutto bagnato da un bianco della casa, per la precisione un tocai. Per secondo i piccoli scelgono una bistecca, almeno così era scritto sul menù. In realtà era meglio definirle fettine e pi in confronto a quelle mangiate la prima sera, anzi è meglio dire che non c'è proprio nessuna possibilità di paragone. Abbastanza deludenti. Noi quattro abbiamo optato per della pasta fatta in casa con verdure grigliate e pesce. Buon piatto, ma senza enfasi. Una porzione di patatine fritte e quattro dessert, tra cui tiramisù e sorbetto, chiudono la serata.
Questa è la sera in cui abbiamo speso di più, circa 35 euro a persona. Forse giusto per il luogo, ma un pò troppo alto se rapportato alla qualità.
Comunque da provare per le melanzane con branzino, forse mi ripeto, ma erano semplicemente fantastiche.
venerdì 24 settembre 2010
Ristorante Alla Strega - Venezia - Italia

Dunque è domenica 12 settembre, giorno del raduno leghista a Venezia e devo dire la verità non mi sento molto a mio agio, anzi. Tutte queste bandiere verdi con scritte contro la mia città e offese gratuite, mi danno parecchio fastidio. Ma va bene andiamo avanti e cerchiamo ugualmente di visitare questa stupenda città e allora, dopo aver visto la Torre dell’Orologio, cominciamo a camminare senza meta, l’importante è allontanarci il più possibile dalla bolgia verde. Camminiamo e scopriamo angoli di Venezia a noi sconosciuti, quei luoghi che ogni città ha, ma che nessun turista conosce o quantomeno ne viene messo a conoscenza. Vicoli e vicoletti, talvolta sporchi, ma che comunque fanno parte dell’allegoria della città. Insomma camminiamo molto, fino a quando anche i due piccoli cominciano a manifestare le loro perplessità circa il tour che stavamo facendo, soprattutto in riferimento alla loro fame. Così senza rendercene conto ci fermiamo di fronte Alla Strega, il locale intendo. Ci pensiamo due secondi e avendo visto un giardino interno con tavoli, decidiamo di entrare.
Il giardino è abbastanza grande, così si trova un tavolo per noi sei. Non c’è tovaglia, ma solo tovagliette di carta e le posate sono di plastica. I bicchieri fortunatamente no. L’ordinazione la prende il titolare, quello che alla fine ci farà il pistolotto sulla morale e poi scopriremo che alla fine sono solo tante belle parole. La ragazza che serve ai tavoli era di una simpatia pari allo zero. Scostante e scocciata, forse era una giornata no. Comunque dovendo essere uno spuntino e niente di più, prendiamo due porzioni grandi di cicchetti per quattro, mentre i bimbi scelgono uno la pizza all’arrabbiata e l’altro i tagliolini al ragù. Insieme ai cicchetti abbiamo preso quattro porzioni di verdure grigliate. Da bere due birre Venezia, quella tipica del luogo, da 33cl e due bottiglie di acqua da mezzo litro. Alla fine tre caffè. Bisogna dire che mangiare nel giardino è stato piacevole, anche perché la giornata era abbastanza calda. Servizio un po’ lento, sia per portare le ordinazioni, sia per avere il conto. Arrivato il conto ci siamo alzati e siamo andati a pagare direttamente al bancone, dove c’era anche il titolare. A questo punto ci ha chiesto da dove venivamo e che oggi aveva parecchi toscani a pranzo. Ha iniziato a parlare di politica in modo molto qualunquistico, a dire che i giovani non hanno più valori, che per divertirsi devono per forza o ubriacarsi o fare cose senza senso. Cose banali ma con un cero fondo di verità. A questo punto salutiamo , però ci rimane il dubbio di un conto un po’ alto per quelle che avevamo mangiato e comunque di qualità normale, niente di eclatante. Scorriamo lo scontrino e vediamo 9 euro di coperto, non si sa bene riferito a cosa, dato quello che ho scritto in precedenza. Una birra da 33 cl ben 4 euro e 50 centesimi e per chiudere in bellezza il 10% di servizio. Ma servizio di cosa, neanche un sorriso, anzi una cameriera simpatica come le tasse.
Insomma alla fine siamo riusciti a spendere 100 euro, di cui 9 di coperto e altri 9 di servizio.
Fate voi e traete le conclusioni.
venerdì 17 settembre 2010
Trattoria all'Antica Mola - Cannaregio - Venezia - Italia

Ricordo ancora la prima volta che arrivai in questo locale insieme a Carla e con Jacopo che ancora non era nato. Era l'otto marzo del 1997, la Festa della Donna. Eravamo arrivati da Roma al mattino e non avendo notizie in merito ai locali, abbiamo cominciato a vagare per la città. Tutti i locali erano pieni, in quanto la giornata era speciale. Il tempo non era eccellente, anzi. Ad un certo punto vedemmo questo locale lungo Fondamenta degli Armesini a Cannaregio, non esitammo un attimo ed entrammo in cerca di un posto, anzi due. Il locale era pieno, lo sconforto ormai aveva quasi preso il sopravvento, quando ad un certo punto si avvicina un cameriere, il quale ci dice di aspettare una decina di minuti e nel frattempo ci offre due bicchieri di prosecco. Da quel momento è nata la nostra conoscenza con il locale,successivamente tornati a Venezia siamo sempre ritornati almeno per una cena e francamente non potevamo saltare neanche questa volta. Dopo aver visitato la zona del ghetto, passiamo il ponte e ce lo troviamo davanti. Con i nostri amici decidiamo di prenotare, cos' entro e trovo il cameriere che riposava. E' sempre quello di tredici anni orsono, gli chiedo se posso prenotare per sei e ci mettiamo d'accordo per le venti.
Ci presentiamo puntuali, anzi anche qualche minuto prima e così ci fanno accomodare in giardino. E’ sempre bello trovarsi in questo locale e il cameriere è sempre simpatico e disponibile. Ricordo che l’ultima volta che venimmo qua, Carla ed io, si spaventò per il conto e mi chiese in quanto avevamo mangiato. Ma torniamo al presente e alla bella serata passata insieme ai nostri amici. Arriva il menù e così al momento dell’ordinazione chiediamo qualche spiegazione sui piatti. I bimbi scelgono bruschette al salmone, mentre Carla, Mirco ed il sottoscritto optano per antipasto laguna, molto delicato e saporito. Alessandra va sul classico piatto veneziano, cioè le sarde in saor, definite veramente ottime. Da bere acqua naturalizzata e un litro di bianco della casa, un tocai. Per secondo Mirco ed io non ci facciamo scappare il baccalà mantecato con la polenta, veramente sublime, mentre Alessandra va sul fegato alla veneziana e Carla sulla frittura scampi e calamari, notare scampi sgusciati. Per contorno due verdure grigliate mentre i bambini sono andati alla grande hanno scelto filetto al pepe verde, ma di quantità e qualità veramente elevata. Due dessert divisi fra noi quattro adulti hanno concluso la migliore cena delle tre consumate a Venezia in questo viaggio.
Il conto finale? 147 euro totali, cioè 24,50 a testa, calcolando quello che abbiamo mangiato è veramente un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Dire che lo raccomando è il minimo e la prossima volta che torno a Venezia, all’Antica Mola mi vedranno sempre presente fra uno dei suoi tavoli.
venerdì 18 giugno 2010
Otium Wine Restaurant - Desenzano del Garda - Verona - Italia

E' l'ultimo giorno della nostra presenza a Verona, così decidiamo di non fare colazione in albergo e dirigerci in direzione lago di Garda, per la precisione Desenzano. In trenta minuti arriviamo a destinazione, così parcheggiamo la macchina e dopo una breve camminata ci sediamo all'esterno di un bar per prendere qualcosa per espletare il "gravoso" compito della colazione. La giornata è piacevole, c'è un bel sole e passa giusto qualche abitante del luogo. Di turisti veramente pochi, solo qualche tedesco. Dopo aver finito al bar, cominciamo una bella camminata, piacevole e tranquilla. Passiamo vicino a qualche ristorante e uno di questi attira l'attenzione di Mirco e la mia. Comunque senza dir niente al resto della truppa, continuiamo il nostro giro. Intanto , dopo aver preso il traghetto per Sirmione e aver visitato questa piccolo paesino, il tempo passa e si avvicina l'ora del pranzo. Allora per caso , pian pianino, ci ritroviamo davanti a quel locale. Anche le signore appoggiano la nostra scelta , così il titolare, un signore di circa 70 anni, ci ha fatto accomodare all'esterno , a noi grandi ci ha messo in un tavolo e ai due piccoli ne ha riservato un altro.
Appena arrivati salgo al piano superiore per lavarmi le mani e vedo che il bagno è ben tenuto. Ottimo inizio, perché il bagno per le mie valutazioni è molto importante. Nel frattempo il titolare ci porta due cestini di pane e una bottiglia di acqua minerale gassata e una naturale. Decidiamo di non prendere alcoolici, in quanto poi ci aspettano 500 chilometri di autostrada. I piccoli scelgono due tomini caldi con verdure intorno, mentre noi grandi optiamo per una insalata di orzo veramente piacevole, delicata e molto fresca, nota non di poco conto in riferimento alle condizioni climatiche della giornata, cioè la classica giornata primaverile.
Ma per fresca, intendo fresca nel sapore, cioè non di frigorifero. All'interno c'erano tutti i sapori delle verdure del periodo. Poi i due piccoli, hanno proseguito il loro pranzo con delle costolette di agnello alla scottadito, non le abbiamo potute assaggiare, ma visto che le hanno divorate devio dedurre che erano buone. Noi abbiamo proseguito con una porzione di calamari alla griglia per Ale e Mirco, mentre Carla e io abbiamo scelto la coda di rospo con pomodorino fresco. Ma che buono, non avevo mai assaggiato questo tipo di pesce, sarà stata la cura con cui è stato cucinato, ma era veramente saporito.
Per finire quattro caffè e il conto. La spesa è stata di 20 euro a testa, cero non abbiamo preso alcoolici, ma il pranzo ci ha soddisfatto sotto tutti i punti di vista, sia da quello qualitativo, per passare a quello quantitativo e arrivare a quello economico. Per cui valutazione molto ma molto buona.
Un'ultima cosa, dopo essere stato in questo locale, ho letto in rete un paio di recensioni relative e una delle due è negativa al massimo, mentre l'altra rimane su un voto medio. Se non erro questa è la terza e delle tre è quella che assegna un voto molto positivo. Io lo consiglio vivamente, poi non so se sono stato fortunato, comunque io ci ritornerei anche domani, anzi stasera.
venerdì 4 giugno 2010
Trattoria Al Solito Posto - Verona - Italia

E’ la domenica di Chievo-Roma, siamo andati allo stadio e purtroppo non è andata come speravamo. Però abbiamo vinto da un punto di vista sportivo, in quanto è stata una stupenda giornata di sport, i bambini con i rispettivi genitori erano molti e questo, anche se non è bastato per vincere lo scudetto, è servito a mitigare la delusione. E' stato molto bello esserci, nonostante tutto. Comunque scusate questa piccola digressione e torniamo al nostro locale, il quale ci ha aiutato molto , con una cena molto buona. Il locale lo avevamo scelto dalla sera precedente, in quanto passandoci davanti era uno dei pochi di cui ricordavo di aver letto delle recensioni e , soprattutto, erano recensioni positive. Per cui, senza perdere tempo, alle 19,30 eravamo dentro il ristorante.
Quando siamo arrivati il locale era vuoto, così i bambini hanno scelto dove sedersi. Il locale è ben tenuto e anche i bagni sono dignitosi, anche se non capisco per quale motivo ancora ci sono le "turche", le quali dovrebbero essere fuori norma. Comunque a Verona non è l'unico locale che le ospita. Ma torniamo a noi e alle nostre ordinazioni. Da bere acqua, un quartino di soave e una birra. I bambini hanno scelto gli gnocchi fatti in casa al pomodoro, mentre Mirco e il sottoscritto, stavolta seguiti anche da Alessandra, hanno optato per il baccalà con la polenta. Toglietemi tutto, ma non toglietemi il mio baccalà, insomma io sono a questi livelli. Carla invece ha preso qualcosa di veramente ottimo, cioè i bigoli all'amarone scaglie di grana e pinoli. Ma che buoni, il sapore della pasta era effettivamente diverso. Anche il nostro baccalà era buono, anche se bisogna dire che quello della prima sera lo era di più, ma soprattutto per un diverso modo di preparazione e di cottura. Facciamo un passo indietro, infatti prima dei primi e della polenta, siamo andati al buffet di verdure e abbiamo preso tre bei piatti, soprattutto radicchio, veramente delizioso. Successivamente sono arrivate due tagliate, una per Carla e Jacopo e l'altra per Alessio. Valutazione ottima da chi le ha degustate. Per chiudere due grappe morbide, anche se cinque euro l'una mi sembra un pò esagerato e due dolci, tra cui il salame di cioccolato.
Il personale è molto cortese e l'ambiente è raffinato e sobrio.
Il costo totale mi sembra buono, infatti abbiamo speso 147,50 euro, insomma 25 euro a persona , bambini compresi.
Siamo usciti soddisfatti e con la fame che era andata via.
sabato 29 maggio 2010
Osteria Sottoriva - Verona - Italia

La giornata non è delle migliori, una pioggerellina fastidiosa ci accompagna per circa metà giornata, anche se non ci possiamo lamentare in relazione alle notizie meteo che provengono dal resto d0'Italia, Roma soprattutto. Il momento pià fastidioso sono state le circa due ore di attesa, la maggior parte sotto la pioggia, per far salire i bambini e le mamme, sulla mongolfiera che si trovava in Piazza Bra.
Dopo ciò abbiamo ripreso la nostra passeggiata fra gli splendidi vicoli di Verona e così siamo arrivati in zona sottoriva, uno dei quartieri di Verona. Abbiamo notato che oltre a parecchie botteghe artigianali, ci sono parecchi locali. Uno di questi ha attratto la nostra attenzione, in quanto aveva dei tavoli fuori e un menù molto semplice e a buon mercato. Però era tutto l'insieme che ci aveva colpito, una strana sensazione di semplicità e di bontà. Insomma sensazione buona, naso perfetto, così abbiamo continuato la nostra paasseggiata e alle 7,30 ci siamo presentati per prendere l'ultimo tavolo disponibile, in un ambiente classico e gioviale. E' sabato sera e non accettano prenotazioni, per cui prima si arriva e meglio è.
Diunque alle 7,30 precise ci ritroviamo davanti al locale e fortunatamente troviamo anche il tavolo. Forse un pò stretto per sei persone, però quando senti aria di mangiar bene, stare un pò stretti non è un problema, anche perchè questo problema era relativo solo ai due piccoli. Comunque ci sediamo e un cartello informa che bisogna avere pazienza tra l'ordinazione e la consumazione dei piatti ordinati, in quanto ci vuole un pò di tempo. Il menù è scritto su un piccolo leggio portatile, che viene lasciato sul tavolo. Dato che ci sono piatti un pò particolari, a noi sconosciuti, attendiamo il cameriere per la spiegazione degli stessi. L'interno ha tutta una serie di stampe e alcune tabelle che riportano le tariffe relative ai servizi svolti dal lavoro più antico del mondo. Ma passiamo oltre e andiamo al bello della serata, cioè quello che abbiamo mangiato. I piccoli non hanno avuto dubbi e hanno scelto la lasagna, io ho assaggiato quella di Jacopo e devo dire che era veramente buona. La mia scelta, come quella di Mirco, è caduta sulla polenta con la il gorgonzola, piatto semplice ma gustoso. Carla ha optato per la crespelle con ricotta, pinoli, erbette e formaggio, mentre Alessandra ha scelto il pollo grigliato con i peperoni. Come apripista abbiamo scelto un piatto di salumi misti e tre porzioni di verdure bollite, cioè zucchine, bieta, cipolla e patate. Da bere Mirco ha preso la birra, mentre Carla e il sottoscritto abbiamo preso due bianchi al calice, uno chardonnay e un gewurztraminer.
Tutto buono, piatti semplici e cucinati molto bene. Però c'era qualcosa che mi girava nella testa o meglio nel palato. Sul bancone vi erano esposte due porzioni di polpette, una di manzo e una di carne di cavallo. Io ho l'abitudine di assaggiare necessariamente i piatti tipici. Per cui ho preso una polpetta di cavallo , mentre gli altri hanno optato per quelle di Manzo. Porca paletta a saperlo prima non avrei avuto dubbi, avrei preso non una polpetta, ma minimo sei. Che buone e poi preparate calde, una dietro l'altra. Infatti vedevo quelli del luogo, che si facevano servire al bancone un piattino di polpettine e un calice di vino. Ribadisco veramente molto ma molto buone. A questo punto passiamo al dolce e qui abbiamo dato retta alla titolare, la quale ci ha consigliato vivamente la torta di pasta frolla ripiena di ricotta e composta di frutta di bosco. Campione del modo di bontà. Spettacolare, non voglio aggiungere nulla di più. Sembra che sia preparata in casa da una signora, la quale non svela la ricetta a nessuno. Per chiudere due belle grappe morbide e come caffè, offerto dal locale, arrivano delle piccole tazzine al cioccolato ripiene all'interno con una mousse al caffè.
Nel frattempo all'esterno si era formata una discreta fila di persone che attendeva il proprio turno, così abbiamo sollecitato il conto. Il tutto è risultato essere pari a 20 euro a persona, insomma ottimo rapporto qualità/prezzo, senza dimenticare di aver passato circa un'ora e mezza in un ambiente fresco e gioviale.
martedì 25 maggio 2010
Osteria Sgarzarie - Verona - Italia

Siamo partiti da Roma alle 10 e alle 16 siamo arrivati a Verona, dopo una sosta per il pranzo. Dunque cinque ore sono il tempo che occorre per arrivare nella città scaligera.
Anche se ho letto qualche forum e qualche sito internet specializzato in ristoranti, devo dire la verità sul locali di Verona, non ho trovato molto e comunque nulla che mi abbia seriamente convinto.
Dopo una bella passeggiata in centro, è arrivato il momento della cena. Abbiamo girato un pochino ma nulla ci è sembrato vicino ai nostri gusti. Arrivati nelle immediate vicinanze di Piazza Erbe, veramente molto bella, abbiamo visto in un piccolo slargo, che poi abbiamo saputo essere corte, un ristorante con bei piatti e di livello medio alto, posto proprio di fronte ad un ristorante giapponese. Abbiamo scelto il primo e la scelta è stata proprio azzeccata.
All'esterno c'era qualche tavolo libero, ma la serata non era proprio delle più calde, così ci siamo accomodati all'interno. L'ambiente è molto raffinato e anche il cameriere è molto gentile, anche se forse un pò troppo imbalsamato, nel senso troppo rigido. Comunque è un dettaglio rispetto a ciò che abbiamo mangiato. Già il menù si presenta molto bene, ben curato e con una lista dei vini da far paura, in senso positivo. C'è una sezione dedicata a molti tipi di Amarone, vino del luogo, ma semplicemente stupendo. Proprio la sera precedente insieme a Roberto e Alfredo, ce ne siamo bevuti una bottiglia, che delizia al palato. Ma torniamo alla serata e alle nostre scelte gastronomiche. Personalmente appena ho visto il baccalà alla veneziana con polenta ho smesso di scegliere. Mi ha seguito a ruota anche Mirco nella scelta. Il vino abbiamo scelto mezzo litro di bianco della casa, devo dire dignitoso. Jacopo ha preso un filetto all'aceto balsamico, Carla una tagliata con rughetta, Alessandra ha preso pollo al cartoccio con olive e arancio, mentre Alessio è andato sul sicuro con una tagliata classica, rigorosamente la sangue. Il tutto lo abbiamo accompagnato con delle verdure bollite e grigliate. Il radicchio era veramente buono. Ma passiamo al mio piatto di baccalà con polenta. Da quanto tempo non ne mangiavo di così buono. Delicato e saporito, con la polenta un connubio perfetto con scarpetta d'obbligo.
Poi arriviamo ai dolci, che sono stati una sorpresa nella sorpresa. Io ho assaggiato da Carla e Jacopo, che hanno preso rispettivamente creme caramel con pinoli e composta di arance e tortino di cioccolato caldo con crema ai frutti di bosco. Alessandra ha optato per un piatto di frutta mista con miele di castagno e pistacchi. Due grappe, una morbida e una secca, hanno concluso la serata.
La valutazione di Jacopo è perfetta, una cena con i fiocchi, in un ambiente degno della raffinatezza di Giulietta e Romeo, e non solo.
Il conto finale? Mettendo il buon cibo, mettendo che eravamo nel cuore di Verona, trentatre euro a testa mi sembra che ci stiano tutti, insomma ottimo rapporto qualità/prezzo.
Valutazione del piccolo Vissani? Nove e mezzo!
martedì 13 aprile 2010
Ristorante Il Castoro - Preci - Perugia - Italia
Ma come sono arrivato a questo locale? E' successo che un mio amico, quando ha saputo che andavo a trascorrere un fine settimana in quel di Norcia, mi ha detto di provare questo ristorante, in quanto parecchio tempo fa ci era andato lui e si era trovato molto bene e poi parecchie persone di sua conoscenza partono da Roma per andare a mangiare in questo ristorante, in quanto cucinano i piatti con il tartufo in maniera eccelsa. E allora che fai? Non prenoti? Certo che si, ma dopo aver mangiato il giorno successivo la cucina tartufata del Greenlandhouse, tutto quello assaggiato la sera prima, cioè al Castoro, è diventato poca cosa. Ma passiamo in dettaglio alla serata.
Il ristorante si trova a Preci a circa 16 chilometri da Norcia, per cui molto vicino alla nostra base di partenza e appoggio. La cittadina è praticamente quasi vuota. Abbiamo camminato per circa 20 minuti senza incontrare nessuno e comunque tranne una chiesa non c'è niente di particolare da vedere. Arriviamo al locale verso le 20 e problemi di parcheggio non ce ne sono, sia perchè è presto sia perchè è abbastanza spazioso. La temperatura è scesa, per cui tolgo le mezze maniche e metto una manica lunga. Dico questo perchè in seguito si rivelerà importante. Ci accomodiamo , ancora c'è qualche tavolo libero, cosa che in seguito non esisterà assolutamente. Arriva un ragazza e prende le ordinazioni. I bambini scelgono chi la pizza chi un piatto di pasta ( è mio figlio Jacopo il pastasciuttaro). Le chiediamo di portare tutte e tre le pietanze insieme per non creare differenze fra i tre. Noi optiamo per gli antipasti del castoro, una serie di pietanze tipiche umbre, tra cui affettati, formaggi, bruschette e la famosa frittata al tartufo. Dico famosa in quanto leggendo qualche recensione su internet, ho letto che è qualcosa di assolutamente divino. Secondo me non arriva al divino, ma è veramente molto ma molto buona. Infatti è talmente delicata che si scioglie in bocca, con il relativo sapore del tartufo. Insomma non male l'antipasto. Per quanto riguarda i piatti dei bambini, purtroppo la nostra raccomandazione si è andata a far benedire, per cui ci sono stati dei piccoli alterchi fra loro tre e quando abbiamo fatto presente la situazione alla cameriera ci ha risposto abbastanza scocciata. A questo punto la manica lunga comincia a essere di troppo, in quanto nel locale fa caldo, infatti non ci sono i climatizzatori e anche tenendo le finestre aperte la situazione non cambia molto. Per cui sono uscito e ho rimesso le mezze maniche. Ma ritorniamo alla cena, dove ho preso la tagliata al tartufo. Dunque buona la cottura, cioè hanno seguito le mie indicazioni, in quanto a me piace al sangue, però il sapore non mi ha appassionato. Adesso faccio un pò di pubblicità comparativa, nel senso che basta fare pochi chilometri, andare a Trevi all'Antica Posta, e li si mangia una tagliata divina. Insomma stasera una tagliata senza infamia e senza lode, tartufo compreso. Da bere abbiamo preso birra alla spina e in seguito dei dolci classici. La cena è venuta 21 euro a testa, bambini compresi. Nulla da dire sul prezzo, abbastanza buono, la qualità un pò meno. Insomma quel "non si mangia male", era abbastanza , se non del tutto, veritiero.
Il ristorante si trova a Preci a circa 16 chilometri da Norcia, per cui molto vicino alla nostra base di partenza e appoggio. La cittadina è praticamente quasi vuota. Abbiamo camminato per circa 20 minuti senza incontrare nessuno e comunque tranne una chiesa non c'è niente di particolare da vedere. Arriviamo al locale verso le 20 e problemi di parcheggio non ce ne sono, sia perchè è presto sia perchè è abbastanza spazioso. La temperatura è scesa, per cui tolgo le mezze maniche e metto una manica lunga. Dico questo perchè in seguito si rivelerà importante. Ci accomodiamo , ancora c'è qualche tavolo libero, cosa che in seguito non esisterà assolutamente. Arriva un ragazza e prende le ordinazioni. I bambini scelgono chi la pizza chi un piatto di pasta ( è mio figlio Jacopo il pastasciuttaro). Le chiediamo di portare tutte e tre le pietanze insieme per non creare differenze fra i tre. Noi optiamo per gli antipasti del castoro, una serie di pietanze tipiche umbre, tra cui affettati, formaggi, bruschette e la famosa frittata al tartufo. Dico famosa in quanto leggendo qualche recensione su internet, ho letto che è qualcosa di assolutamente divino. Secondo me non arriva al divino, ma è veramente molto ma molto buona. Infatti è talmente delicata che si scioglie in bocca, con il relativo sapore del tartufo. Insomma non male l'antipasto. Per quanto riguarda i piatti dei bambini, purtroppo la nostra raccomandazione si è andata a far benedire, per cui ci sono stati dei piccoli alterchi fra loro tre e quando abbiamo fatto presente la situazione alla cameriera ci ha risposto abbastanza scocciata. A questo punto la manica lunga comincia a essere di troppo, in quanto nel locale fa caldo, infatti non ci sono i climatizzatori e anche tenendo le finestre aperte la situazione non cambia molto. Per cui sono uscito e ho rimesso le mezze maniche. Ma ritorniamo alla cena, dove ho preso la tagliata al tartufo. Dunque buona la cottura, cioè hanno seguito le mie indicazioni, in quanto a me piace al sangue, però il sapore non mi ha appassionato. Adesso faccio un pò di pubblicità comparativa, nel senso che basta fare pochi chilometri, andare a Trevi all'Antica Posta, e li si mangia una tagliata divina. Insomma stasera una tagliata senza infamia e senza lode, tartufo compreso. Da bere abbiamo preso birra alla spina e in seguito dei dolci classici. La cena è venuta 21 euro a testa, bambini compresi. Nulla da dire sul prezzo, abbastanza buono, la qualità un pò meno. Insomma quel "non si mangia male", era abbastanza , se non del tutto, veritiero.
venerdì 2 aprile 2010
Locanda da Betty - Torino - Italia
La giornata è stata molto impegnativa, abbiamo camminato parecchio e comunque passeggiare sotto i Portici di Torino è veramente piacevole. Ma dopo una giornata spesa a consumare la suola delle scarpe, con un piccolo intervallo pomeridiano alla Mostra del Cinema, i nostri languorini famelici si sono cominciati a far sentire. Non avevamo nessuna indicazione ove andare a mangiare, così abbiamo deciso di vedere sulla guida e verificare da fuori se il locale era di nostro gradimento. Arrivati di fronte all'entrata , ci siamo guardati e abbiamo deciso che il luogo era da provare.
Appena entrati una ragazza ci ha accolti e ci ha fatto accomodare in un tavolo per sei. ha portato i menù e con comodo abbiamo potuto scegliere cosa ordinare.
Dunque ci troviamo molto vicino al Museo Egizio e la cosa ci interessa molto dato che per il giorno successivo abbiamo prenotato la visita. Ma torniamo alla serata. Il locale è veramente ben tenuto e sembra di ritornare indietro di molti anni, ha un aspetto da anni cinquanta. La signorina prende le ordinazioni per le bevande e ci lascia ancora tempo per decidere cosa mangiare. Io e Mirko decidiamo di prendere un menù turistico, mentre i due piccoli optano per la carne. Carla e Alessandra prendono un primo piatto veramente notevole, cioè il riso al radicchio e castelmagno. Ne ho assaggiato un pochino e devo dire che era veramente molto ma molto buono. Il nostro menù era invece composto da un tagliere di salumi e formaggi piemontesi e di seguito da del vitello tonnato , dei tomini e dell'insalata russa. Insomma un succulento antipasto. Poi è arrivato il primo, cioè dei ravioli con il ragù, forse leggermente scotti, ma io non faccio testo in quanto la pasta la mangio non al dente, ma di più. Ne ho mangiati la metà, in quanto la porzione era abbondante e il resto indovinate che li ha terminati? Sempre lui, il piccolo Vissani, cioè Jacopo. Poi logicamente è arrivato il secondo, cioè un brasato che dire tenero è poco. Francamente qualcuno ha preso il dolce ma non ricordo cosa, mentre ricordo bene tre grappe barriquate che hanno concluso la nostra cena. L'unica nota negativa è il vino della casa, che in realtà si tratta delle classiche damigiane di plastica da 5 litri, insomma sarà che io sono un pò fissato per il vino.
Però alla fine quando ci siamo alzati eravamo veramente soddisfatti anche perchè 22 euro a testa è un prezzo veramente buono e poi se in più ci metti che oltre ad aver mangiato bene hai trovato un ambiente simpatico e familiare, il tutto ha ancora più gusto.
Se siete a Torino, passate in questa locanda e rimarrete soddisfatti.
Appena entrati una ragazza ci ha accolti e ci ha fatto accomodare in un tavolo per sei. ha portato i menù e con comodo abbiamo potuto scegliere cosa ordinare.
Dunque ci troviamo molto vicino al Museo Egizio e la cosa ci interessa molto dato che per il giorno successivo abbiamo prenotato la visita. Ma torniamo alla serata. Il locale è veramente ben tenuto e sembra di ritornare indietro di molti anni, ha un aspetto da anni cinquanta. La signorina prende le ordinazioni per le bevande e ci lascia ancora tempo per decidere cosa mangiare. Io e Mirko decidiamo di prendere un menù turistico, mentre i due piccoli optano per la carne. Carla e Alessandra prendono un primo piatto veramente notevole, cioè il riso al radicchio e castelmagno. Ne ho assaggiato un pochino e devo dire che era veramente molto ma molto buono. Il nostro menù era invece composto da un tagliere di salumi e formaggi piemontesi e di seguito da del vitello tonnato , dei tomini e dell'insalata russa. Insomma un succulento antipasto. Poi è arrivato il primo, cioè dei ravioli con il ragù, forse leggermente scotti, ma io non faccio testo in quanto la pasta la mangio non al dente, ma di più. Ne ho mangiati la metà, in quanto la porzione era abbondante e il resto indovinate che li ha terminati? Sempre lui, il piccolo Vissani, cioè Jacopo. Poi logicamente è arrivato il secondo, cioè un brasato che dire tenero è poco. Francamente qualcuno ha preso il dolce ma non ricordo cosa, mentre ricordo bene tre grappe barriquate che hanno concluso la nostra cena. L'unica nota negativa è il vino della casa, che in realtà si tratta delle classiche damigiane di plastica da 5 litri, insomma sarà che io sono un pò fissato per il vino.
Però alla fine quando ci siamo alzati eravamo veramente soddisfatti anche perchè 22 euro a testa è un prezzo veramente buono e poi se in più ci metti che oltre ad aver mangiato bene hai trovato un ambiente simpatico e familiare, il tutto ha ancora più gusto.
Se siete a Torino, passate in questa locanda e rimarrete soddisfatti.
sabato 27 marzo 2010
Bastian Contrario- Ristorante - Moncalieri Torino - Italia
Nel nostro recente soggiorno a Torino, grazie ad una dritta avuta da un collega di lavoro di mia moglie, siamo arrivati in questo posto. Dopo circa 700 chilometri di viaggio, ci siamo inerpicati su per i monti e dopo una quindicina di minuti siamo arrivati a destinazione. La neve era ancora quella dei giorni precedenti e la temperatura non era delle migliori. Pensando di poter arrivare in qualsiasi orario, alle 19,40 siamo arrivati. Ma l'orario di apertura sono le venti e i proprietari sono inflessibili o forse hanno antenati svizzeri, comunque abbiamo provato a suonare, ma niente da fare, si apre alle venti e prima non si entra.
il luogo è molto particolare e la serata è stata veramente interessante e ci ha riempito, in tutti i sensi.
Appena entrati, dato che avevamo prenotato, ci hanno fatto accomodare al nostro tavolo e hanno riposto le nostre giacche nel guardaroba. Subito dopo si è avvicinato il titolare, il quale ci ha salutato e ha chiesto se conoscevamo il funzionamento del locale, cioè come si sarebbe svolta la cena. Non sapendo quasi nulla, ci ha spiegato che su un tavolo a forma ovale, molto grande, c'erano 69 antipasti, tra caldi e freddi e che comunque ogni piatto ci sarebbe stato spiegato da sua moglie. Nel frattempo è arrivato il cameriere il quale ci ha offerto un prosecco con delle foglie di salvia pastellate, mai mangiate, ma devo dire che sono molto buone. A questo punto inizia la sfida ai 69 antipasti. Il salame di patate è il primo antipasto che ho preso, ma francamente non li ho contati tutti. Dico solo che ho riempito per tre volte il piatto e tra lingua e frittini, tra trippa e gorgonzola, non sapevo più come trovare un altro pò di posto. Intanto il titolare ci ha consigliato come vino un Bramaterra, un vino rosso piemontese, buono ma niente di eccezionale. Uno normale pensa che dopo tutto quel ben di Dio sia finita la cena e invece no, perchè vediamo arrivare il cameriere con dei tagliolini al tartufo panna e mocetta, buoni e delicati. Ma il pezzo forte arriva qualche attimo più tardi, cioè gli gnocchi al castelmagno serviti e conditi direttamente dentro mezza forma di parmigiano. Questo è il piatto che ho preferito in assoluto. A seguire sono arrivate delle formine di spinaci con la besciamella e fricandò con peperoni, tipico piatto di carne.
A questo punto ci sono anche i dolci , per primo arriva un piattino di biscottini chiamati Brut e Bon e a seguire il gelato con il cioccolato amaro caldo e granetti di amaretto.
Ma diamine bisogna anche digerire, per cui dopo il caffè arriva il Rosolio di Ginepro, che si narra che abbia potenti proprietà afrodisiache. Francamente dopo una cena del genere ce ne vorrebbe una damigiana intera.
Il conto finale? 50 euro a testa e 25 i bambini. Insomma ci si può stare , anche in rapporto all'eleganza del locale e alla qualità del cibo mangiato.
Alla fine non so quanti antipasti ho assaggiato, ma diciamo che vicino alla quarantina ci sono arrivato.
il luogo è molto particolare e la serata è stata veramente interessante e ci ha riempito, in tutti i sensi.
Appena entrati, dato che avevamo prenotato, ci hanno fatto accomodare al nostro tavolo e hanno riposto le nostre giacche nel guardaroba. Subito dopo si è avvicinato il titolare, il quale ci ha salutato e ha chiesto se conoscevamo il funzionamento del locale, cioè come si sarebbe svolta la cena. Non sapendo quasi nulla, ci ha spiegato che su un tavolo a forma ovale, molto grande, c'erano 69 antipasti, tra caldi e freddi e che comunque ogni piatto ci sarebbe stato spiegato da sua moglie. Nel frattempo è arrivato il cameriere il quale ci ha offerto un prosecco con delle foglie di salvia pastellate, mai mangiate, ma devo dire che sono molto buone. A questo punto inizia la sfida ai 69 antipasti. Il salame di patate è il primo antipasto che ho preso, ma francamente non li ho contati tutti. Dico solo che ho riempito per tre volte il piatto e tra lingua e frittini, tra trippa e gorgonzola, non sapevo più come trovare un altro pò di posto. Intanto il titolare ci ha consigliato come vino un Bramaterra, un vino rosso piemontese, buono ma niente di eccezionale. Uno normale pensa che dopo tutto quel ben di Dio sia finita la cena e invece no, perchè vediamo arrivare il cameriere con dei tagliolini al tartufo panna e mocetta, buoni e delicati. Ma il pezzo forte arriva qualche attimo più tardi, cioè gli gnocchi al castelmagno serviti e conditi direttamente dentro mezza forma di parmigiano. Questo è il piatto che ho preferito in assoluto. A seguire sono arrivate delle formine di spinaci con la besciamella e fricandò con peperoni, tipico piatto di carne.
A questo punto ci sono anche i dolci , per primo arriva un piattino di biscottini chiamati Brut e Bon e a seguire il gelato con il cioccolato amaro caldo e granetti di amaretto.
Ma diamine bisogna anche digerire, per cui dopo il caffè arriva il Rosolio di Ginepro, che si narra che abbia potenti proprietà afrodisiache. Francamente dopo una cena del genere ce ne vorrebbe una damigiana intera.
Il conto finale? 50 euro a testa e 25 i bambini. Insomma ci si può stare , anche in rapporto all'eleganza del locale e alla qualità del cibo mangiato.
Alla fine non so quanti antipasti ho assaggiato, ma diciamo che vicino alla quarantina ci sono arrivato.
lunedì 11 gennaio 2010
Antica Locanda - Torrita di Amatrice - Rieti
Era da molto che Daniele ci chiedeva di andare a trovarlo nella sua Torrita di Amatrice. Così con il nuovo anno abbiamo deciso di andare. Appena ha saputo del nostro arrivo, mi ha detto che andare a prenotare al ristorante. E meno male che lo ha fatto, perchè oltre al fatto che avremmo trovato solo posti in piedi, non avremmo avuto l'opportunità di assaggiare dei cibi prelibati. Ma non solo buon mangiare, ma anche buon bere, infatti il locale offre una carta dei vini da togliersi il cappello. Insomma per chi è appassionato di vini come me, questo è un grande punto a favore. Insomma ci sediamo e iniziano ad arrivare le pietanze, non senza aver fatto prima una visita alla toilette per lavare le mani e anche questo luogo ha superato l'esame.
Dunque scegliamo come base un buon piatto di antipasti. Arriva un prosciutto , tagliato a mano, degno della massima attenzione . A seguire troviamo una ricottina molto delicata, un piatto di affettati, delle piccole bruschette con fette di lardo caldo, peperoni in padella, mozzarella molto ma molto buona e fette di pecorino romano. Il tutto è stato accompagnato da un vino rosso cabernet sauvignon con gradazione alcolica pari a 13. Azzeccato il vino , ottimi i cibi. Passiamo ai secondi, intanto l'ambiente è sempre più pieno, i tavoli sono pieni in ogni ordine di posto. Questo anche perchè la Locanda è molto semplice da trovare, infatti usciti dalla Via Salaria, km 127, fatti 500 metri si entra nella frazione di Torrita e a questo punto si è arrivati a destinazione. Ma torniamo ai primi piatti, quelli tradizionali della zona. Non può mancare la pasta all'amatriciana, quella alla gricia, in pratica è una matriciana in bianco, la carbonara e le fettuccine ai funghi porcini. Io opto per la gricia e la scelta mi ha soddisfatto ampiamente. Assaggio anche una forchettata di fettuccine ai porcini, funghi buonissimi, pasta normale.Io preferisci quella erta e ruvida. Da notare che tutti i primi, ad eccezione delle fettuccine, sono conditi con il pecorino romano, che ha un sapore molto forte e marcato, per cui il vino è richiesto e dovuto. A questo punto ho provato ad alzare bandiera bianca, il tour dei banchetti sotto le festività sembra non finire mai. Ma dietro insistenza, ho assaggiato un paio di cotolette d'abbacchio ripassate nell'uovo e fritte. Peccato che ero sazio, altrimenti avrei volentieri continuato. Carla ha preso mezzo filetto argentino ed ha detto che la carne era delicatissima. L'ambiente è gioviale, la battuta fatta al momento giusto non manca. Per finire un bel caffè e una fetta di crostata di ricotta con le visciole. Un dolce notevole, ottimo con la grappa. Comunque la grappa sta bene , sempre.
Siamo stati molto bene, ottimo magiare, ottimo ambiente. Abbiamo deciso di tornare, ma quando saranno finiti i tour de force mangerecci.
Dunque scegliamo come base un buon piatto di antipasti. Arriva un prosciutto , tagliato a mano, degno della massima attenzione . A seguire troviamo una ricottina molto delicata, un piatto di affettati, delle piccole bruschette con fette di lardo caldo, peperoni in padella, mozzarella molto ma molto buona e fette di pecorino romano. Il tutto è stato accompagnato da un vino rosso cabernet sauvignon con gradazione alcolica pari a 13. Azzeccato il vino , ottimi i cibi. Passiamo ai secondi, intanto l'ambiente è sempre più pieno, i tavoli sono pieni in ogni ordine di posto. Questo anche perchè la Locanda è molto semplice da trovare, infatti usciti dalla Via Salaria, km 127, fatti 500 metri si entra nella frazione di Torrita e a questo punto si è arrivati a destinazione. Ma torniamo ai primi piatti, quelli tradizionali della zona. Non può mancare la pasta all'amatriciana, quella alla gricia, in pratica è una matriciana in bianco, la carbonara e le fettuccine ai funghi porcini. Io opto per la gricia e la scelta mi ha soddisfatto ampiamente. Assaggio anche una forchettata di fettuccine ai porcini, funghi buonissimi, pasta normale.Io preferisci quella erta e ruvida. Da notare che tutti i primi, ad eccezione delle fettuccine, sono conditi con il pecorino romano, che ha un sapore molto forte e marcato, per cui il vino è richiesto e dovuto. A questo punto ho provato ad alzare bandiera bianca, il tour dei banchetti sotto le festività sembra non finire mai. Ma dietro insistenza, ho assaggiato un paio di cotolette d'abbacchio ripassate nell'uovo e fritte. Peccato che ero sazio, altrimenti avrei volentieri continuato. Carla ha preso mezzo filetto argentino ed ha detto che la carne era delicatissima. L'ambiente è gioviale, la battuta fatta al momento giusto non manca. Per finire un bel caffè e una fetta di crostata di ricotta con le visciole. Un dolce notevole, ottimo con la grappa. Comunque la grappa sta bene , sempre.
Siamo stati molto bene, ottimo magiare, ottimo ambiente. Abbiamo deciso di tornare, ma quando saranno finiti i tour de force mangerecci.
venerdì 5 giugno 2009
Trattoria Picarelli Tiberio dar Quajaro - Roma -

Siamo i soliti tre, quelli delle cene insieme e talvolta allargate a qualche altro amico. In rigoroso ordine alfabetico, Alfredo, Roberto e infine il sottoscritto, cioè Mauro. Dopo averci provato svariate volte, alla fine Alfredo è riuscito a portarci in questo locale, che si trova nella periferia romana a circa 25 chilometri da dove abito io. Fortuna lo scooter, così io e Alfredo evitiamo molto traffico e Roberto viene direttamente dal lavoro. L'appuntamento è per le 20, soprattutto perchè se arriviamo più tardi, dato che non si accettano prenotazioni, non si sa a che ora si mangia. Per dovere di cronaca, noi arriviamo in orario, Roberto, ritardatario cronico, è arrivato circa 30 minuti dopo. Giusto in tempo per sedersi, anzi lavarsi le mani e cominciare a mangiare. Prima di proseguire e entrare nel dettaglio della serata, vorrei dire il mio pensiero, circa alcune recensioni lette, su questo locale. Una molto dura e con la supponenza di non conoscere la cucina romana a chi parla in modo positivo di questo luogo. Secondo me uno prima dovrebbe capire dove si trova e cosa si può mangiare. Ecco , quando ti trovi a cena da Tiberio, sai che puoi mangiare non tante cose, ma cotte all'istante e con un prezzo assai contenuto. Qualità buona,non eccelsa, ma inserita in un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Come dicevo ci troviamo alla periferia di Roma, per essere precisi nel cuore del Quarticciolo, nella sua piazza più importante. Trovare posto non è semplice, bisogna girare un pochino e alla fine si parcheggia. Entriamo nel locale e vedo subito dei bei colori giallorossi, insomma sono tifoso della Roma e questo è già un punto a favore del locale. Chiediamo un tavolo per tre e ci parcheggiano vicino alla porta in attesa che si liberi un tavolo nella saletta superiore attigua alla cucina a vista. Nel senso che la porta è aperta e si vede per bene quello che si cucina. Passano cinque minuti e ci fanno sedere in un tavolo logisticamente un più tranquillo. Tovaglia e tovaglioli di carta. Le sedie quelle di formica rossa, quelle che un tempo si usavano in cucina. Si avvicina una signora e ci domanda se vogliamo ordinare. Le chiediamo di aspettare cinque minuti , nella vana speranza che arrivi il terzo. Ripassa la signora e ordiniamo il piatto forte del locale, cioè la quaglia ala forno, con una ciriola spaccata in due, funghetti e olive. La ciriola, per chi non è di Roma, è un tipo di pane, con parecchia mollica. Qui viene condito con olio, sale e pepe. Passano circa 15 minuti e insieme alla nostra ordinazione, arriva anche Roberto. Che tempismo! Vedo arrivare il piatto e dato che a me piacciono le quaglie, comincio a mangiare e a pulire bene il malcapitato volatile. Da bere prendiamo una birra e dell'acqua minerale. Diciamo la verità, i piatti alla fine risultano ben puliti, per cui il prodotto è stato ben gradito da noi tre. Però manca qualcosa, per completare la cena. Voi pensate ad un dolcetto? Sbagliate. Noi tre pensiamo a due piatti di pasta cacio e pepe, per loro due e a un piatto di gricia per me. La gricia è la matriciana in bianco. Anticipo il finale, per questi piatti di pasta, alla fine siamo andati in cucina e abbiamo fatto i complimenti al cuoco. Pasta ben cotta e condimento eccellente. a questo punto il finale, cioè un'insalatina per Roberto e il sotoscritto e una pizza margherita per Alfredo. La pizza è grande poco più di un piattino da frutta e francamente mi sembra l'unica nota stonata di una piacevole serata. Anche se cotta nel forno a legna, che si trova all'ingresso del locale, francamente non sono sicuro che sia fatta all'istante e comunque stona con i buoni sapori di quello che abbiamo assaggiato durante la serata.
Dato che il caffè non si prepara in questo locale, chiediamo il conto. Quando arriva la ricevuta fiscale e sottolineo ricevuta, non il conto fatto sul foglio del tavolo, in ognuno dei nostri volti è uscito un sorriso di approvazione. La quaglia 5 euro, il primo piatto 4 euro, l'insalata 2 euro, insomma senza stare a elencare tutte le voci, alla fine ce la siamo cavata con 13 euro a testa.
Quando siamo usciti, eravamo molto soddisfatti. La serata culinaria è andata bene, la compagnia non si discute e il conto finale è stata la ciliegina sulla torta.
Come avrete capito è da tornarci , non per degustare cibi speciali, ma per passare una bella serata e mangiare bene.
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