martedì 17 febbraio 2009

Il giono in più - Fabio Volo

Devo dire che ogni volta che mi avvicino a Fabio Volo, sia in televisione o alla radio, il risultato è sempre positivo. Le sue trasmissioni su MTV sono sempre state molto interessanti, talvolta è un genere un pò forte, soprattutto da un punto di vista dialettico, ma a me piace molto. Però quello che più apprezzo di lui, è il suo modo di scrivere, quell'affrontare la realtà di quei ragazzi del giorno di oggi. Talvolta mi vedo nei suoi libri, anche perchè racconta anche di quando era bambino e adolescente e essendoci tra noi 6 anni di differenza molte cose collimano.Come collimano posizioni su come si vede la vita e l'amore.
Devo dire che questo libro comincia e finisce, nel capitolo iniziale e finale, nella città del mondo che io preferisco, cioè Parigi.Logicamente alla pari di Roma, la mia città. Qualcuno solitamente mi obietta che dico ciò non avendo ancora visto Londra, ma fra un paio di settimane colmerò anche questa lacuna.
Ma torniamo al libro, uno stupendo romanzo d'amore, in cui Volo esprime al meglio le sue capacità. Forse perchè è l'ultimo, ma avendo letto tutti i suoi libri, precisamente questo è il quarto, sicuramente è il migliore.
La storia si svolge prevalentemente a New York.
Il personaggio maschile è Giacomo, trentacinquenne , single e donna a iosa. Però donne a cui non si lega mai per più del tempo necessario, cioè il tempo di portarle a letto.
Però questa sua vita , è una vita tipica di chi non sa come riempire le giornate per paura della solitudine, per cui ogni cosa, dalla palestra al corso che non ha senso, diventa occasione per riempire le giornate.
Silvia è la sua amica del cuore, quella con cui è ha condiviso momenti di sesso, ma che alla fine non ha fatto schioccare alcuna scintilla, per cui è diventata la sua amica del cuore e viceversa. Si raccontano tutto, anche nei minimi particolari.
Ad un certo punto, lei rinuncia alla sua carriera, perchè trova l'amore della sua vita, diventa mamma, ma da quel momento in poi cominciano i problemi con il suo compagno e indirettamente tutto ciò è di aiuto a Giacomo, anche il lavoro fatto da Silvia nella testa di Giacomo è fondamentale.
In quel periodo Giacomo comincia a rompere la sua routine quotidiana, comincia ad avere un appuntamento fisso sul tram che lo porta al lavoro.
E' un appuntamento che dura tre fermate, ma sono tre fermate intense, tre fermate che se non ci fossero sarebbero il segno di una giornata senza senso. Dura tre mesi questa storia, con lui che con discrezione, anche dal vetro riflesso del tram, guarda questa ragazza, a cui un giorno cade un guanto e Giacomo non lo restituisce, perchè ogni tanto deve sentire l'odore delle sue mani e il calore che è rimasto dentro di essi.
La vede spesso che scrive su un quadernino , prende appunti.Però rimane sempre molto discreto, troppo.
Tanto che, una mattina è lei che prende l'iniziativa e chiede a lui se vogliono prendere un caffè insieme.
Lei è Michela, vederla da ancora più vicino è estasiante per Giacomo.Però a quel punto arriva la brutta notizia.Lei si trasferisce a New York, dato che la sua sede di lavoro è li, perchè quel lavoro e quel posto, sono sempre stati il suo sogno.
Per Giacomo è una mazzata, capisce che è la fine del sogno, la fine della sua "astratta" storia d'amore.Ma proprio in quel momento lei si alza per andare al bagno e incautamente, anche se poi si vedrà che lo ha fatto apposta, lascia la busta con l'indirizzo del suo nuovo lavoro a New York. Mentalmente Giacomo memorizza il tutto, anche se non sapeva bene a cosa servisse.
E qui comincia la perte più bella e intensa del libro, che mette in evidenza le paure di Giacomo, il suo non voler risultare ridicolo di fronte alla possibilità di andare a trovare Michela. Ma quando c'è l'amore tutto questo non ha più senso, bisogna vivere il sogno fino alla fine, tentare di farlo diventare realtà a costo di sembrare ridicoli.
Attenzione sembrare, non essere. Perchè in amore si fanno tante di quelle cose, che non partono dalla razionalità, ma dalla voglia dell'irrazionale di prevalere a tutti costi.
Per cui spronato da Silvia e dalla voglia di rivedere Michela, decide di andare a New York.
Qui , in una scena divertentissima, nei bagni dell'aeroporto perde tutti i dati del telefonino, in quanto mentre era intento a fare pipì, lo stesso cade nel water.Scena spassosissima, ma nello stesso tempo "tragica", in quanto nello stesso c'era l'indirizzo di Michela. Fortunatamente gli amici servono nei momenti di difficoltà, così grazie a Silvia, che aveva memorizzato il tutto conoscendo bene il soggetto, salverà Giacomo da una difficile ricerca di Michela a New York.
Il luogo ove lavora Michela è vicino all'albergo dove alloggia Giacomo, così decide di sedersi di fronte al caffè dell'ufficio di lei.
Questo locale si chiama "Doma Cafe" e letto dall'interno con la "D" coperta si legge Amo. E' un segno del destino.
Prende coraggio, ma soprattutto prende il telefono e chiama Michela. C'è la segreteria, fa un bel respiro e lascia un messaggio del tipo, che dato che era di passaggio voleva rendere il piacere di quel caffè offerto da lei l'ultima e unica volta che si erano visti.
Passano giorni in cui chiede alla reception dell'albergo se ci fossero messaggio per lui, ma niente.
Quando stava perdendo ogni speranza e pensava di aver ragguinto l'apice della ridicolaggine, ecco che arriva la risposta di Michela. E' un tuffo al cuore a dir poco.
Lei accetta di buon grado, da a lui un appuntamento per le cinque e le lascia il suo numero di cellulare, ma prima deve ritirare nella portineria del suo posto di lavoro un pacchetto per lui.
Giacomo rimane un pò sorpreso da ciò, ma la mattina dopo di buon ora passa e ritira il suo pacchettino.
Giacomo si trasferisce al Doma, ormai il suo luogo preferito . Apre la busta e riconosce subito cosa ci fosse dentro. Era il quadernino che tutte le mattine Michela aveva sul tram e su cui scriveva.
All'nterno dello stesso c'era un messaggio:
"se non fossi venuto entro i primi sei mesi te lo avrei spedito.Ci vediamo alle cinque, ciao Michela"
A questo punto io mi fermo qui, non voglio rovinare la bellezza e la dolcezza del susseguirsi degli eventi. Del gioco che mettono in atto e che ... Starà a voi scoprire, se vorrete, il resto.
Ci sono due frasi di questo libro che mi hanno colpito molto e che non hanno alcun bisogno di spiegazione:
1) Il problema non è quanto aspetti, ma chi aspetti;
2)Non è sufficiente fare un figlio con la persona che ami. Non è importante quello che provi per me, o quello che sei con me, ma quello che sei nella vita"
Il libro è edito da Mondadori, come tutti gli altri libri di Fabio Volo. Consta di di 287 pagine e il prezzo di listino è di 15,50 euro.
Ve lo consiglio, soprattutto perchè il sogno è la base del futuro e perchè quando si divora un libro, un significato ci dovrà pur essere.

1 commento:

Giovanni Greco ha detto...

Fabio Volo è un grande.

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