martedì 13 ottobre 2009

Sito archeologico dell'antica città di Saepinum - Campobasso - Italia

Il caso ha voluto che una nota trasmissione della Terza Rete Rai, ne parlasse subito dopo che avevamo deciso di andare a Saepinum. La trasmissione era Presa Diretta e devo dire che andando di persona sono rimasto esterrefatto della bellezza di questo sito archeologico e di come , ancora oggi, non sia possibile poter visitare tutto ciò che in realtà è ancora da scoprire. All'interno del complesso archeologico che ospita l'antica Saepinum, ci vivono persone che da secoli sono proprietari di appezzamenti e dove, sui resti dell'antica città, hanno costruito le loro dimore. Lo Stato non è in grado di espropriare questi appezzamenti , in quanto non ci sono i soldi. Ma non andiamo oltre, perchè c'è un solo modo per poter migliorare la situazione, cioè far conoscere a più persone possibili l'esistenza del sito archeologico di Altilia o dell'antica Saepinum.
Noi siamo stati veramente fortunati, perchè abbiamo avuto durante la nostra visita una guida competente e appassionata, cioè Giovanna, una archeologa giovane e simpatica.
Appena arrivati noto che il sito è poco pubblicizzato e rimango basito nel vedere tutte queste bellezze , lasciate un po' all'incuria.
Ma passiamo alla storia della città di Saepinum e a cercare di capire meglio come funzionava questo piccolo centro.
Come in tutte le città romane che si rispettino, troviamo all'interno di essa il teatro, le terme, il foro e ciò che resta delle abitazioni.
Saepinum è un cento di pianura, che si trova alle falde del Matese e che sbocca sulla Valle del Tammaro. La città è luogo di scambio all'incrocio di due assi stradali, uno di fondovalle, l'altro montano e collinare. Insomma pensate ad un grande incrocio e su questo incrocio cominciò a nascere Saepinum. Infatti sembra che il nome Saepinum derivi da Saepio, che significa recinto, insomma indica un luogo ove venivano ricoverate le greggi a scopo di scambio, una sorta di mercato all'aperto.
Il maggior splendore economico e non solo, si ebbe durante l'epoca augustea. Infatti in questo periodo vennero edificati tutti i maggiori edifici. Il complesso delle mura delle porte e delle torri, fu ispirata da Augusto stesso. La costruzione della cinta, permetteva una maggiore sicurezza al municipio di Sepino, da eventuali attacchi esterni. La cinta muraria, non aveva il solo scopo difensivo, ma aveva anche la necessità di conferire al municipio dignità urbana. Per esempio le porte , che sembravano archi trionfali, erano ornate, per esempio, da statue di prigionieri incatenati. L'unica porta ancora integra in parte , è quella di Bojano, sulla quale è possibile salire fino in cima per mezzo di una scala laterale e da dove si ha un'intera panoramica di Antilia.
Le torri , che erano parte integrante della cinta stessa, erano di pianta circolare, distanti tra loro circa 30 metri, mentre altre due, a pianta ottagonale, si trovano nei punti più visibili e comunque speculari fra loro. Ho visto una di queste torri, che è attualmente parte integrante, con un gregge di pecore e un recinto per galline e galli. Insomma vedere la nostra storia adibita a deposito ovino, è veramente mostruoso.
Il teatro è l'edificio più monumentale dell'antica Saepinum e si trova nella parte della città a ridosso delle mura di cinta. Prima di addentrarci nel teatro, vi parlo un pochino della postierla del teatro, che aveva lo scopo di incanalare il traffico pedonale da e per il teatro. Si trattava di un varco, ancora oggi visibile in parte, largo appena 210 centimetri e si presume che avesse una copertura, che purtroppo oggi non c'è più. Il nome è indicativo di un varco molto ridotto.
Entrando si notano ancora l'orchestra, l'ima e la media cava, mentre è rimasto ben poco per ciò che riguarda la summa cavea e la scaena, cioè il palco. Le comunicazioni con l'orchestra avvenivano attraverso le Parodoi, che erano dei corridoi compresi tra le parti dell'edificio scenico e il muro di cinta.
L'orchestra che si estende fino alla fronte del proscenio, simile, come forma, ad un ferro di cavallo, ha ancora intatta la pavimentazione originale.
L'ima cavea si differenzia dalla media cavea per la presenza di un corridoio semicircolare , ove nella parte inferiore era situato il condotto fognante che serviva per lo smaltimento delle acque piovane. Chi sedeva nell'ima aveva il privilegio di disporre di seggi portatili e comunque le postazioni si trovavano più in basso rispetto alle altre gradinate in quanto destinate a persone di elevato ceto sociale, tipo magistrati, augustali, ecc.
Della madia cavea sono visibili parte delle gradinate e il corridoio interno che serviva per immettersi nei posti a sedere, detto vomitoria. Comunque ai lati della media cavea si trovavano delle gradinate che permettevano più facilmente l'accesso alle stesse.
La summa cavea, di cui è rimasto ben poco, era la parte di seduta destinata al popolo, ove era possibile accedere per mezzo delle gradinate laterali e per mezzo di porticine arcuate , che si trovavano sul corridoio esterno.
La scaena, cioè l'impianto scenico, è strutturalmente un elemento a se stante. La lunghezza era quelle della cavea, ma nella parte anteriore c'era il palcoscenico destinato alle rappresentazioni, mentre in quella posteriore c'era il frontescena., il quale serviva sia da sfondo alle rappresentazioni che funzioni di servizio. Probabilmente era presente uno scenario mobile.
Alle spalle della scaena, si trovava il complesso campus, piscina, porticus, che fu edificato a spese di Erennio Obelliano. Il portico aveva la funzione di ospitare coloro che assistevano agli spettacoli, nel momento in cui iniziava a piovere, mentre il campus era adibito a luogo per esercitazioni ginniche.
Chi si trova a visitare questo luogo, stupendo a dir poco, per ciò che ha rappresentato e per quello che riesce a trasmettere a coloro che hanno la fortuna di arrivare fin qui , non può fare a meno di non visitare il Museo Archeologico Vittoriano, a fronte di una spesa d'ingresso di due euro, vedrete cose veramente interessanti.
Ma continuiamo il nostro viaggio e arriviamo alla piazza della città, cioè il forum, ove si svolgevano le attività commerciali e tutte le attività che servivano per il buon andamento del municipio. Dell'originaria perimetrazione architettonica non c'è più nulla, salvo qualche piccolo resto.
Per concludere , continuo a dire che è stupefacente ciò che abbiamo e come non riusciamo a sfruttarlo. Abbiamo vari tesori nella nostra penisola, eppure mi è toccato vedere, che dove una volta regnava l'antica Roma, ora ci sono coltivazioni di vario genere, tra pecore e galline.

1 commento:

macchietta ha detto...

grazie, anche il tuo!! ;)

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