domenica 13 aprile 2008

L'ombra del vento

Devo premettere, che generalmente sono un appassionato di gialli e in questo campo, secondo me, il migliore è Grisham, anche se l'ultima sua opera è veramente pessima.
Per tutte le mia altre letture, vado molto a naso, cioè entro in libreria e il libro che attira la mia attenzione, per qualsiasi motivo, dalla copertina ,al titolo o a qualsiasi altro motivo, diventa mio, logicamente dietro pagamento.
L'ombra del vento, dapprima lo avevo notato in una libreria di Nettuno, mi è subito piaciuto, ma lo ho acquistato presso Feltrinelli a Roma.
Ho cominciato a leggerlo durante le vacanze in Sardegna, ma solo poche pagine. A casa, in momenti un pò più rilassati, anche alle 23,30, lo ho finito e apprezzato moltissimo, tanto che , per me, è il miglior romanzo letto negli ultimi anni.
La vicenda si svolge a Barcellona e tratta di un ragazzo di nome Daniel, il quale viene portato dal padre, libraio, in un luogo chiamato: il cimitero dei libri dimenticati; e da quel momento ha inizio tutta la storia, fatta di molti personaggi, che talvolta è un pò complicato ricordare, ma che alla fine, vengono rimessi tutti nella loro naturale collocazione temporale e anche chi legge riesce a unire tutti i punti della vicenda.
Questo libro, scelto dal ragazzo tra migliaia di altri, è la chiave di tutta la storia, in quanto il suo autore, affascina sempre di più Daniel, fino a diventare una cosa da risolvere ad ogni costo, capire il motivo per il quale, un personaggio lugubre e funereo, vuole distruggere , anzi per la precisione bruciare, tutte le opere di Julian Carax, compresa, evidentemente, l'opera scelta dal ragazzo, la quale poi si rivelerà l'unica esistente fra tutti i romanzi scritti da Julian.
Si intrecciano personaggi come Fermin, buffo e pieno di una filosofia tutta sua. Barcelò, colui che in qualche modo voleva comprare questo unico libro rimasto, ma che ha incontrato sempre il diniego di Daniel.
E poi Penelope, che stava a Julian, come Beatrice stava a Daniel, insomma un gran numero di personaggi, che comunque hanno soltanto il pregio di arricchire questo romanzo.
Forse è ancora più bello, in quanto Zafon, in precedenza ha sempre scritto romanzi per adolescenti, per cui questo salto di qualità vede anche poter leggere con gli occhi di un bambino.
Non sto quì a raccontare il finale, ma non tutto è scontato come sembra.

La mia considerazione su questa opera, è che è assolutamente da non perdere, perchè viene anche raccontata una Barcellona, che per chi ha avuto il piacere di visitarla, in modo poetico e ormai estinto.
E' un libro che ti appassiona, ma la cosa più importante, è che è un libro che lascia il segno, è un libro che ti lascia qualcosa dentro, che il tempo non cancellerà mai.
Si può leggere tutto di un fiato, ma se avete la fortuna di poterlo assaporare a piccole dosi e con il dovuto silenzio, saprà portare dentro di voi, tante di quelle emozioni, che nessuno e niente potrà mai cancellare

5 commenti:

Raggio di sole ha detto...

Ciao Mauro , grazie di questa segnalazione , me ne ricorderò quando entrerò in libreria.
Grazie anche di essere passato a visitarmi.
Buon pomeriggio e a presto.
Gisella

Raggio di sole ha detto...

..io ho tolto il banner " anti Berlusca "....tanto ormai il gioco è fatto .....siamo nelle sue mani..

giadatea ha detto...

leggere, tempo, e soprattutto, silenzio, sono parole che oramai ricordo a mala pena.... ma cresceranno, giusto?

sauvage27 ha detto...

Ciao Mauro...buona domenica a te... , ...di Grisham ho letto La giuria e un altro... e me gustano... , ..mandi mandi ....Loris...

Ondamagis ha detto...

Ciao Mauro, un salutino giusto perchè è da tanto che non passavo. Leggere oltre l'università e la scuola? Un'utopia. Su dooyoo mi sono lasciata corrompere e ora anch'io, come gli altri, ho pubblicato dei post già presenti in ciao! Sigh!!!
Buon week end. Lena

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