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martedì 31 luglio 2012

Restaurant " Gran Kaffee de Passage " - Bruges - Belgio


Arriviamo a Bruges e il tempo non è dei migliori, anzi. Piove, fa abbastanza freddino e tira un venticello notevole. Insomma tempo quasi normale per gli indigeni, un pò meno per noi. Comunque arriviamo in albergo, semplicemente spettacolare, ci rilassiamo qualche minuto e, incuranti del meteo, ci tuffiamo fra le bellezze bagnate di Bruges. Giriamo un pochino, ma la stanchezza e la fame cominciano a farsi sentire, così iniziamo la nostra ricerca sui luoghi mangerecci. Qualcuno non ci convince, questo invece ha qualcosa di interessante, ma quando entriamo ci chiedono se avevamo prenotato, di fronte alla nostra risposta negativa, hanno un pò tergiversato, ma alla fine un tavolo da sei lo hanno trovato. Il locale era abbastanza pieno e comunque alcuni tavoli li occupano solo per bere e scambiare chiacchiere fra loro. Noi no, noi abbiamo fame. Ci accomodiamo e il Presidente e il sottoscritto si fanno subito portare una bella birra, che poi scoprirò essere prodotta dai frati trappisti.
 l locale è arredato in modo particolare, infatti l'illuminazione è data soprattutto dalle candele che si trovano sui tavoli. Alle pareti ci sono molte foto datate. In questo locale siamo venuti a cena due volte, il che significa che si mangia molto bene, ma la prima volta abbiamo avuto a che fare con un cameriere scontroso, a dir poco. Mentre la seconda è andato tutto liscio. Allora confermo che la birra è notevole e alla fine neanche cara, infatti un bicchiere viene 3,50 euro. Dunque iniziamo la cena con un'insalata dello chef, composta da patata, verdure varie e il tutto condito con salsa di vino agrè. Non male neanche il prezzo, 8 euro. Per secondo, che alla fine è un piatto completo di contorno, abbiamo preso spiedino di carne di manzo con patate e verdurine, 16 euro, la carbonada, cioè stufato di manzo alla birra con patate e verdure,14 euro e filetto con patate,17 euro. Tutto molto buono e saporito. Per concludere la cena ci siamo assaggiati delle crepes con mele e cannella, 4,50 euro. La cannella non mi piace molto, però devo dire che stavolta mi son dovuto ricredere.
Alla fine il conto è stato di 24 euro a testa, un buon rapporto qualità prezzo.
Non abbiamo preso acqua, ma la sera dopo abbiamo scoperto di aver fatto bene, costa un prezzo esorbitante.
Comunque è un locale che consiglio vivamente per chi si accinge a visitare questa splendida cittadina.

mercoledì 11 luglio 2012

Ristorante Trattoria " Chagall" - Bruges - Belgio


La giornata è stata lunga, ma piacevole. Il tempo è stato clemente, cos' ne abbiamo approfittato per visitare al meglio la città di Bruges. questo locale o avevamo già notato durante la nostra camminata mattutina. E' piacevole dall'esterno e comunque i piatti esposti nel menù sembrano interessanti. Lo teniamo a mente, nel caso ci dovesse servire. E infatti è andata così. La sera, girovagando per le viuzze della città e non notando nulla che ci facesse prendere la decisione definitiva, ci ricordiamo di Chagall e così ci dirigiamo spediti. Sono passate le 21, ma appena il titolare ci vede, ci fa vedere il tavolo e ci fa accomodare. Il locale è pieno e tutto ciò depone a favore della nostra scelta. C'è un bel camino, durante l'inverno gli ospiti mangiano e si scaldano, proiettandomi alla stagione fredda, mi sembra proprio una bella situazione. Nel frattempo, dopo esserci accomodati, il titolare ci porge i menù e da li partono le nostre ordinazioni. 
I piatti sono quasi tutti compresi di contorno, per cui basta scegliere la pietanza principale, così da avere tutta la cena completa. Jacopo e Carla optano per il classico piatto del luogo, cioè le cozze con le patatine fritte. Le cozze sono cotte al vapore e servite in una pentola di coccio. Devo dire che hanno gradito entrambi questo piatto, ma non ne sono rimasti impressionati. Nel frattempo si sono fatti portare un pò di pane, questa nota sarà utile per la valutazione finale. Io vado sul sicuro, cioè un bel filetto di manzo con patatine fritte. Carne eccellente, morbida e gustosa. Mauro e Daniela scelgono un altro piatto tradizionale della cucina belga, cioè la carbonada un piatto di stufato cotto con la birra, anch'esso accompagnato dal solito contorno. Pj invece tiene alta la bandiera della cucina italiana, infatti si butta sulla classica lasagna, a suo dire, ma scottava in maniera esagerata. Dunque cibo accettabile, ambiente gradevole, titolari simpatici. E allora cosa è che non è andato bene? Diciamo che una bottiglia di acqua 7 euro, mi sembra un pò troppo, che una bustina di ketchup l'abbiamo pagata un euro e che una porzione di poche fette di pane, ben due euro. Insomma tutto ciò ha reso una bella serata in una serata così così, come il rapporto qualità/prezzo.

martedì 17 gennaio 2012

Bar Pub Ristorante - Ajoblanco - Siviglia - Spagna


E' un primo pomeriggio di settembre a Siviglia. Fa molto, anzi parecchio caldo. Abbiamo terminato di visitare la Giralda, la visita è durata circa due ore, campanile compreso. L'ora del pranzo, per noi italiani, è passata da un pochino, mentre per gli spagnoli è appena iniziata. Cominciamo a camminare, il sole ci picchia sulla testa in modo incredibile. Andiamo a naso, camminiamo cercando di vedere e ammirare questa bellissima città. E' un dedalo di piccole stradine, alcune le abbiamo viste ieri sera, ma con la luce del giorno sono un'altra cosa. Passiamo alcuni localini, ma non ci piacciono, insomma non fanno al nostro caso. E' vero che stiamo battendo strade poco turistiche, però alcuni sembrano fatti proprio per noi turisti e la cosa non ci piace. Finchè arriviamo davanti questo locale, ha un qualcosa di particolare. All'inizio pensavamo che si bevesse soltanto, invece si mangiava pure. E come si mangiava bene. L'arredamento interno riprende tutto ciò che riguarda la musica. Ci sono molte copertine di dischi in vinile e manifesti musicali appesi alle pareti. Certi dischi, cioè 33 giri, sono in esposizione.

Appena entrati il proprietario, che si trovava dietro il bancone, ci fa accomodare in due tavoli separati, in uno ci siamo noi grandi, nell'altro i due pargoli. Capisce che siamo italiani, così ci porge il menù con la foto di Mina, ma c'è anche quello con la foto di Zucchero e di Iva Zanicchi. la scelta è vasta, sono tutte cose stuzzicanti. Nel frattempo scambiamo qualche parola con una coppia di avventori seduti al bancone, loro bevono solamente. Dopo attenta valutazione scegliamo l'enchilada croccante con pollo al curry e formaggio grattugiato, in pratica è una tortilla croccante. Stupenda, infatti abbiamo raddoppiato. Nachos con guacamole, cioè con crema di avocado, taco con carne di maiale, due ali di pollo fritte e tapas al baccalà, queste Mirco e io le abbiamo prese. E per degustare queste prelibatezze abbiamo sorseggiato sangria, birra e acqua. Devo dire che è stato un pranzo spettacolare, inaspettato.
La gentilezza del proprietario e di coloro che lo frequentano hanno contribuito al raggiungimento della perfezione.
E che dire del conto? Abbiamo pagato 48 euro, cioè 6 euro a testa. Insomma se passate a Siviglia non potete non mangiare o sorseggiare qualche bevanda all'Ajoblanco.

lunedì 19 settembre 2011

Fiskerestaurant Jensen - Kerteminde - Danimarca


E' sicuramente stata la giornata più bella di quelle passate in Danimarca. La ricorderò per sempre, anche per questo ristorante. Kerteminde è una cittadina che si affaccia su un fiordo, è molto carina e tenuta in una maniera simile ad una bomboniera. Siamo arrivati alle 16 per visitare Fiord & Baelt, un posto incantevole tra delfini e foche. ma il bello è stato quando siamo usciti, ci siamo seduti sulle sponde del fiordo, proprio vicino alla foce. C'era un sole stupendo, un panorama da cartolina, il porticciolo di fronte e gli uccelli che volavano. Tutto questo condito da un silenzio, che soltanto Jacopo ha avuto la capacità di rompere. Certo non ha rotto solo il silenzio, ma questo è un altro aspetto. Comunque passato questo momento di relax, abbiamo preso le guide e cercato i ristoranti della zona. Ce ne era segnalato solo uno, il quale era chiuso, ma che mai avrebbe visto noi come clienti, in quanto i prezzi erano veramente proibitivi, grazie soprattutto ai numerosi premi vinti. Per cui cominciamo a girare e ci imbattiamo in Jansen. All'inizio, data l'ora, pensavamo soltanto di prendere una birra, ma alla fine dopo aver visto quello che proponevano per la cena, abbiamo deciso di rimanere.
Dunque troviamo un tavolo proprio in riva al fiordo, in cui si siedono Carla, Marco, Antonella e Elisa, mentre in un altro un pò più defilato ci siamo Jacopo ed io. Arrivano le birre che avevamo ordinato e la Coca Cola per Jacopo. Prendiamo un menù da un altro tavolo e capiamo che si tratta di una cena a buffet. Per curiosità entriamo e con la scusa di andare in bagno, passiamo davanti alle portate del buffet. Tutto a base di pesce, splendido. Vediamo che ce ne sono di molti tipi, allora dopo breve consulto, decidiamo di non mollare i nostri posti e prolungare la nostra presenza. Ordiniamo un buon vino bianco e ci alziamo per riempire i piatti. Ci sono due tipi di zuppe di pesce, una con molluschi e l'altra con le verdure, il salomone è preparato in molti modi, gamberi, gamberetti e mazzancolle sono presenti in quantità. C'è anche qualche pesce che non siamo riusciti ben a comprendere, però bisogna dire che era ugualmente buono. Per frutta c'era melone bianco e una quantità smisurata di ciliegie. molto dolci. E tutto questo, mentre vicino a noi si trovavano i germani reali, i gabbiani che fra loro litigavano per un pezzo di pane e un cigno che volava a bassa quota con una apertura alare incredibile. Poco più in la dei ragazzini si buttavano da un ponte e alle otto di sera si facevano il bagno. Non oso immaginare la temperatura dell'acqua.
Il buffet è venuto 189 corone, circa 25 euro a testa ed è stato, in assoluto, la sera che abbiamo speso meno per mangiare.
Non so se un giorno ci tornerò, però per chi passa da quelle parti lo consiglio vivamente.

sabato 30 ottobre 2010

Restauracja Tekstylia - Danzica - Polonia


Il ristorante Teksylia si trova in prossimità del centro storico della città di Danzica, per cui è un ottimo punto per concludere una giornata trascorsa a passeggiare per le via della città, nota soprattutto per i cantieri e per esser stato il luogo in cui è esploso il primo colpo di cannone della seconda guerra mondiale. Il locale, caratterizzato da un ambiente molto giovane, deve il suo nome al fatto che, un tempo, in questo luogo, c'era un industria di macchine da cucire. Infatti al suo interno si possono ancora notare una macchina da cucire e altri oggetti inerenti. La cucina è improntata sulla freschezza dei prodotti, con piatti di cucina internazionale. Uno fra tutti, i famosi spaghetti alla carbonara. Il locale è dotato di climatizzazione e di una musica di sottofondo, che rende piacevole la conversazione. Consta di una sala interna e di una esterna dotata di ombrelloni, utili durante le ora calde della giornata. Vengono serviti vari tipi di birra e le insalatone sono il punto di forza del locale. Accettano le maggiori carte di credito come pagamento.

venerdì 15 ottobre 2010

Ristorante Pikilia - Berlino - Germania


Pikilia è un ristorante che serve specialità della cucina greca. Si trova nella zona dei laghi a qualche chilometro di distanza dal centro della capitale tedesca, ma facilmente raggiungibile per mezza della metro di superficie. Il locale consta di una grande spazio interno diviso in due sale e di un ampio giardino esterno che durante la bella stagione viene usato per far accomodare gli ospiti e servire le specialità della casa. Il nome del locale deriva da un antipasto misto che si serve nell'isola di Itaca. Tra i piatti più conosciuti troviamo la mussakà, cioè uno sformato di melanzane e carne macinata, la dolmadákia che altro non sono che involtini ricoperti di foglie di vite e ripieni di riso e tra i dolci le baklavàs fatte con miele e noci. Il locale dal lunedì al venerdì è aperto dalle 16,00 alle 24,00, mentre il sabato e la domenica anticipa l'apertura alle ore 12,00. Si consiglia vivamente la prenotazione e vengono accettate le maggiori carte di credito come forma di pagamento.

venerdì 13 agosto 2010

Restauracja Molo - Mragowo (Sensburg) - Polonia


Il ristorante Molo, si trova all'interno dell'omonimo albergo. Il suo affaccio sul lago Czos, permette di mangiare godendo di un panorama pressoché unico. Il locale è aperto sia per il pasto diurno che per quello serale. Dispone di 140 posti a sedere, suddivisi tra la sala interna e le due terrazze che si affacciano direttamente sul lago. Il ristorante offre piatti della cucina tradizionale polacca, come le famose zuppe e i pierogi. La cucina internazionale è molto usata, ma soprattutto i piatti a base di pesce di lago sono il vero punto di forza del cuoco. Vista la sua posizione, il ristorante si presta come ottimo punto di partenze per eventuali escursioni sia all'interno del lago, sia per passeggiare intorno allo stesso. Altro piatto molto conosciuto è la torta di mele con palline di gelato e frutta fresca.
Il locale accetta , oltre alla valuta corrente polacca, anche l'euro e le principali carte di credito come forma di pagamento.

martedì 27 luglio 2010

Restauracja Stara Chata - Mragowo (Sensburg) - Masuria - Polonia


Siamo arrivati a Mragowo dopo circa sette ore di viaggio da Cracovia.Siamo tutto fuorché riposati , ma cosa preponderante, siamo affamati. Lasciate le valigie in albergo, una rapida rinfrescata e cominciamo a metterci in cerca del luogo ove poter mettere in moto le nostre mascelle.
Camminando per la piccola località ci rendiamo subito conto che non ci sono molte scelte, per cui tra quei pochi locali dobbiamo decidere di entrare e sedersi.
Sulla via principale vediamo Stara Chata, non ci sembra male, anche se all'interno non c'è nessuno. Forse è ancora un pò presto per le abitudini dei locali, così abbandonando ogni remora ci decidiamo ad entrare.
Entriamo e la signora ci fa accomodare in un'altra saletta, molto carina e raccolta. L'interno è quasi tutto in legno, sembra di essere in una baita. L'inverno è molto rigido da queste parti e così anche l'arredamento ne risente. C'è un solo piccolo problema, la signora non parla inglese, cioè ne masticava veramente poco. E qui entra in ballo la famosa allergia di Roberto alla cipolla. Il problema è abbastanza serio in quanto non si riesce a capire quali sono i piatti esenti da questo prodotto. Logicamente Alfredo prende in giro Roberto facendo foto prima e dopo le pietanze che mangia. Ma comunque alla fine tutto bene e come vedrete ci sarà l'ennesima conferma dell'ottimo rapporto qualità/prezzo. Iniziamo con le bevande , stasera evitiamo la birra e assaggiamo un calice di vino rosso a testa, oltre alle bottiglie di acqua (piwo zywiec). Per iniziare ci buttiamo su delle zuppe di funghi, niente male. Poi , dato che ancora non li avevo assaggiati ho preso una porzione di pierogi, che altro non sono che dei ravioloni ripieni di carne e senza alcun condimento. Ecco questo è uno dei loro piatti nazionali, ma devo dire la verità abbastanza scialbo. Per proseguire la serata abbiamo preso delle fette ci carne, che di pollo o tacchino e che di manzo, accompagnate da insalata, patate bollite o al forno e funghetto sott'olio. Niente male, anzi piatto gustoso.
Per chiudere in bellezza, siamo arrivati al dolce con che con una torta di formaggio, chi con una di mele, entrambe guarnite con cioccolato. caldo, panna e gelato.
Nonostante la difficoltà con la lingua, alla fine siamo riusciti a comprenderci vicendevolmente con la signora e comunque alla fine il locale si è popolato abbastanza.
Il prezzo per la cena? 12 e 50 centesimi a testa , mancia compresa. Non aggiungo altro.

sabato 24 luglio 2010

Restauracja Cafe Uni - Wroklaw (Breslavia) - Polonia


Questo locale si trova nel cuore della zona universitaria della città e precisamente sulla piazza antistante dell'entrata della stessa. Questo locale, di aspetto molto giovanile, è aperto tutti i giorni dalle 10 di mattina alle 24. Ha un fascino molto particolare, in quanto è dotato di una sala interna, adatta a sorseggiare drink e ascoltare musica , e da un patio esterno, in cui è possibile mangiare i piatti della cucina polacca con qualche incursione internazionale. Trovandosi nel cuore del quartiere universitario, la clientela rientra in un target molto giovane. Tra le peculiarità del locale, troviamo vari cocktail dai nomi molto stravaganti come vedova verde (zielona wdowa), sogno di un ubriaco (marzenie pijaka) o cacciavite (sru-bokret). Il locale accetta le maggiori carte di credito come forma di pagamento.

venerdì 23 luglio 2010

Ciasteczka z Krakowa - Pasticceria Bar - Cracovia (Krakowa) - Polonia


E' una giornata piovosa, Cracovia sembra che non voglia farsi vedere con il sole. Abbiamo appena finito la nostra visita al Castello e visto che è ora di pranzo, cerchiamo un posto dove rifocillarsi. Però non vogliamo la classica paninoteca , cerchiamo qualcosa di particolare. Siamo sicuri che questa città potrà stupirci con qualcosa di molto bello.
Continuiamo la nostra camminata con Jacopo che comincia a sbuffare, sia per la pioggia che per la fame.
Continuiamo a camminare e così tutti ci fermiamo davanti ad una vetrina con delle cose che in apparenza sembrano buonissime. Internamente il locale è veramente carino, sembra di essere davanti ad una caffè viennese, con un arredamento molto caldo.
In pochi istanti prendiamo la nostra decisione ed entriamo.
Appena entrati ci accomodiamo in un tavolo libero, mentre in uno accanto ci sono delle ragazze con probabilmente un professore, insomma sembravano delle studentesse universitarie. Ci sono una ragazza e un ragazzo che si occupano della clientela. Decidiamo di avvicinarci al bancone e scegliere un po’ tutto quelle che era presente. La maggior parte erano dolci, tutti stupendamente buoni. Non ce ne era uno che ci ha deluso. Anche quei pochi assaggi di salato erano molto buoni. Da bere abbiamo preso cappuccino, cioccolate particolari e espresso. L'ambiente è molto rilassante, i suoi interni sono soft e con molte foto alle pareti. All'interno ci sono dei rami con attaccate delle palle molto lavorate e simile a quelle che si usano per il Natale. La gentilezza della ragazza che ci ha servito è stata superlativa. Alla fine abbiamo scambiato qualche parola in inglese e ci ha detto che l'anno precedente era stata a Roma. Proprio un ambiente rilassante. Siamo stati seduti circa un'ora e se non avessimo avuto la necessità di continuare il nostro tour per sfruttare al meglio il tempo a disposizione, saremmo rimasti volentieri un altro po'. Gli scaffali all'interno sono pieni di prelibatezze dolci della tradizione polacca, logicamente sempre con prezzi altamente competitivi rispetto alle nostre abitudini di pagamento.
Il conto non lo ricordo, ma per quelle che abbiamo degustato, ricordo che sono rimasto anche quella volta stupito, logicamente sempre in positivo.

lunedì 19 luglio 2010

Restauracja Sioux Classic - Cracovia (Krakowa) - Polonia


E' il giorno di arrivo a Cracovia, la sera siamo abbastanza stanchi. Infatti dopo essere partiti da Breslavia e aver visitato Auschwitz, siamo arrivati in albergo abbastanza esausti. Comunque anche se avevamo dei localini vicino al nostro albergo, decidiamo ugualmente di procedere, a piedi, verso il centro, zona piazza centrale. Arriviamo verso le 21,30 e ancora c'è la luce del giorno. La piazza è ancora molto viva e piena di gente. Ci intratteniamo per una decina di minuti ad ascoltare un gruppo musicale e poi cominciano a cercare il locale per la cena. la difficoltà consiste nel fatto che ce ne sono veramente tanti, così la scelta diventa ardua. Ti fermi davanti ad uno, però vedi che anche quello accanto non sembra male. Alla fine ci colpisce un ristorante con gli interni stile saloon e con la testa disegnata di un sioux. Ed infatti il nome del luogo è proprio Sioux, leggiamo il menù esposto fuori e entriamo.
Ci fanno accomodare in un tavolo tondo e quasi subito vengono a prendere le ordinazioni. Da bere la classica birra locale, poi tre zuppe, Roberto niente in quanto soffre del solito problema relativo alla cipolla. Ecco, le zuppe niente di particolare, erano ai funghi, però troppo saporite, insomma il glutammato era in quantità troppo elevata. Però c'è da dire e questo è valso per tutta la cena, della gentilezza e affabilità del cameriere. Parlava un ottimo inglese. Torniamo alle altre portate, Roberto ha preso un filetto di manzo con patate al forno e insalata condita con pomodorini, olive e feta, mentre la restante parte del gruppo ha optato per una bistecchina con patatine fritte, insalata di crauti e rape rosse. Anche in questo caso la cipolla ha fatto la differenza nella scelta. Purtroppo la carne niente di particolare, non molto saporita e comunque un pò stoppacciosa.
Il dolce invece ha superato brillantemente la prova, infatti l'applepie è stata veramente notevole. Forse non la migliore in assoluto, però buona e con un bell'aspetto, infatti era guarnita con cioccolato caldo, panna e pallina di gelato al cioccolato.
Insomma alla fine , bevande e caffè compreso, abbiamo speso 253 zotly, pari circa a16 euro a testa, insomma del rapporto qualità/prezzo non si può proprio dire nulla.
In definitiva un bel posto, infatti c'è anche una sala al piano superiore, molta gentilezza, ma sicuramente a livello di cucina c'è di meglio.

venerdì 16 luglio 2010

Restauracja Fabryka Pizzy - Cracovia (Krakow) - Polonia


La sera che abbiamo deciso di andare in questo locale, trovato per caso, veniva giù tanta di quella pioggia, che è difficile dimenticarlo. Ma anche per un altro motivo è difficile dimenticare questa giornata, in quanto è stata l'unica che ci ha regalato brutto tempo, per il resto è stata una vacanza sotto il segno del bel tempo.
Insomma pioggia insistente e voglia di cercare un posto ove rilassarsi e mangiare. Dato che Jacopo si lamentava del fatto che lui non decideva mai dove poter mangiare, abbiamo lasciato il tutto al suo fiuto. E anche stavolta il piccolo Vissani non ci ha deluso.
Entriamo e ci fanno accomodare in un bel tavolo in legno. Prima di decidere cosa prendere e capire dove eravamo capitati, diamo un'occhiata in giro e vediamo che il locale è tappezzato di prime pagine di quotidiani italiani e comunque tutti di recente pubblicazione. I vini esposti sono quasi tutte etichette italiane, alcune sconosciute ma altre anche abbastanza importanti.
La cameriera, molto simpatica, ci porge il menù e dopo un iniziale disorientamento dovuto al fatto che non vedevamo la lingua inglese, siamo pronti per ordinare.
Come antipasto prendiamo tre piccoli calzoni ripieni, tutti di gusti diversi, uno addirittura con l'ananas, niente male devo confessarlo. Stufo di mangiare carne, opto per una ricca insalata con grana e prosciutto di Parma. Me la sono gustata piano piano e devo dire la verità mi ha saziato alla grande. Carla e Jacopo, invece si buttano su un classico piatto della cucina italiana, cioè gli gnocchi. Io rimango abbastanza perplesso circa la loro scelta, anche perché sono contrario a prendere piatti italiani all'estero. Jacopo li prende con il sugo, mentre Carla si spinge oltre, cioè gratinati al forno. Mentre io mangio la mia insalata, penso a loro che hanno fatto questa scelta, secondo me, nefasta. Arrivano i due piatti, molto abbondanti e con un ottimo aspetto. Ancora rimango sulle mie posizioni, ma quando me li fanno assaggiare, devo ammettere la mia sconfitta. Erano veramente buoni e quelli di Carla ancora di più. Non potevo credere di essere in Polonia e mangiare degli gnocchi così buoni. Poi sarà stata l'atmosfera del locale, la gentilezza delle cameriere, ma siamo stati veramente bene. La cena è proseguita e terminata con una bella fetta di apple pie. Non c'è niente da fare, la Polonia è il regno della torta di mele. Anche quella assaggiata qui è molto buona.
Come al solito Jacopo chiede il conto e quando spendi 96 zloty, cioè 24 euro in totale, cioè 8 euro a testa,bevande comprese, cosa vuoi dire?
Perfetto rapporto qualità/prezzo, tutto qui!

giovedì 8 luglio 2010

Dvor Polski - Ristorante - Breslavia - Polonia


E' il nostro secondo giorno a Breslavia, è veramente una città carina e per importanza è la quarta della Polonia. La sua piazza centrale è seconda solo a quella di Cracovia, la più estesa di tutta l'Europa. Ma torniamo a noi e al fatto, che dopo una giornata a camminare, abbiamo qualche dubbio su dove andare a cena. Sarà che ci sono molti locali, sarà che la piazza è piena di gente, di suoni e di rumori, di giocolieri e di luoghi ove sorseggiare una bella birra fresca. Alle 21 il sole è ancora alto nel cielo e non ti rendi conto che l'ora del mangiare si avvicina. Per pensare meglio ove sederci, ci fermiamo in una birreria sulla piazza e degustiamo una delle loro birre artigianali ad un prezzo sbalorditivo, cioè un euro mezzo litro di birra.
Comunque dopo la bevuta continuiamo la nostra scelta e alla fine, senza rendercene conto, ci accomodiamo in uno dei locali più importanti di Breslavia, uno di quei locali che le guide definiscono cari, perchè frequentati da persone importanti.
Appena ci sediamo arriva subito una solerte cameriera che ci offre il menù. Roberto le spiega subito il suo problema, cioè la sua allergia alla cipolla, una cosa abbastanza seria. La cameriera, che parla perfettamente la lingua inglese, si premura di chiedere in cucina quali siano i piatti privi di questo prodotto. Noi tre scegliamo una gustosissima zuppa di funghi, mentre lui deve optare per una zuppa di pomodoro, però veramente buona anche quella, infatti al suo interno c'erano anche degli spaghetti. Primo piatto o antipasto che si voglia, veramente buono. Da bere birra e acqua minerale. Per secondo Jacopo prende una cotoletta di pollo, Roberto una bistecchina di manzo, mentre Carla e io optiamo per un pancake ripieno di carne. Valutazione più che positiva per tutti i piatti. E che dire, siamo in posto stupendo, con la fontana illuminata e gli artisti di strada che rallegrano la piazza. In precedenza siamo andati in bagno a lavarci le mani e con nostro grande stupore, abbiamo capito dove ci trovavamo. Gli interni sono stupendi, alle pareti foto di personaggi noti e importanti. A quel punto rileggendo la guida abbiamo capito dove ci eravamo seduti. Comunque continuiamo tranquillamente la nostra cena e la chiudiamo alla grande, mangiando la più buona applepie (torta di mele), mangiata in tutta la Polonia. Buona, buona, buona, guarnita con panna, cioccolato e una pallina di gelato alla vaniglia. Per chiudere due espressi, anche loro bevibili e alla fine arriva il conto.
Mandiamo Jacopo a chiederlo, logicamente in inglese, ma non si capisce con la cameriera la quale invece del conto, the bill, porta una birra. Risata e arriva il conto.
Quanto abbiamo speso? Per la precisione 203 zlody, cioè 50 euro, cioè 12 euro e cinquanta centesimi a testa.
Che dite, è buono il rapporto qualità/prezzo?

martedì 13 aprile 2010

Le Petit Zinc - Ristorante - Parigi

Il Petit Zinc, una brasserie della capitale parigina, mantiene un'estetica degli inizi del XX secolo in stile art noveau con un'arredamento in ceramica abbinato a un design più moderno ed elegante. All'interno del Petit Zinc una piccola sala da pranzo accompagna i piatti classici del suo menu, con una grande scelta di pesce. Questo ristorante offre menu à la carte e il menu degustazione chiamato "Petit Zinc". Il suo piatto forte è il Souffle Glace au pain d'épices, un soufflé glassato accompagnato da pane speziato. Si trova vicino al Boulevard Saint Germain ed è possibile riservare un tavolo direttamente online dal sito internet del locale. È aperto tutto l'anno e tutti i giorni della settimana dalle 12.00 alle 24.00, inolte accetta tutte le carte di credito.

El Rancho- Ristorante - Parigi - Francia

Il ristorante messicano El rancho, si trova nel XIII° arrondissement di Parigi e precisamente è ubicato all'interno del Centro Commerciale "Italie 2". Dal nome si capisce che si servono soprattutto piatti di carne e prevalentemente relativi alla cucina del paese sudamericano. Il locale organizza anche feste e anniversari di ogni genere. I bambini possono fruire di molte facilitazioni a loro dedicate, come ad esempio il Menu P'tit Gringo, ove mangiano un menù ad un euro a fronte di un adulto che consuma un pasto completo, ma solo il mercoledì e la domenica a pranzo. La birra e il gusto piccante sono i punti di forza del locale, insieme ad una musica di sottofondo che accompagna i pasti. I piatti più noti sono le tapas, la paella messicana e le tortillas. Il locale è aperto tutti giorni dalle 12 alle 23 dal lunedì al giovedì, la domenica dalle 12 alle 15 e alle dalle 19 alle 23. Il venerdì e il sabato effettua orario continuato 24 ore su 24. Il locale accetta le maggiori carte di credito come forma di pagamento.

giovedì 11 marzo 2010

Pannenkoekenhuis Upstairs - Ristorante - Amsterdam - Paesi bassi - Olanda


Ci troviamo nel cuore di Amsterdam, di fronte alla scala più ripida di tutta la città. Per arrivare a sedersi in questo piccolo locale, che può ospitare al massimo dieci quindici persone, bisogna sobbarcarsi una scalinata molto ripida. Arrivati a metà di questa scalinata, si entra nel locale, tenendo presente che è aperto solo il venerdì , sabato e domenica, dalle 12,00 alle 18,00. Tutto si basa esclusivamente su piatti di pancakes, dolci o salati. Il locale è arredato con tutta una serie di stampe alle pareti, tra cui quelle che riguardano la famiglia reale e da moltissime teiere e bricchi vari, appesi al soffitto.

De Blaffende Vis - Ristorante - Amsterdam - Paesi Bassi - Olanda

Il locale De Blaffende Vis, in italiano “Pesce che abbaia”, si trova in uno dei quartieri più famosi di Amsterdam, per quanto riguarda lo shopping, cioè il Joordaan. Questo ristorante / bar offre piatti della cucina contemporanea olandese ed è aperto per la colazione, per il pranzo e per la cena. Ogni giorno si preparano piatti diversi, sia caldi che freddi, i quali vengono elencati nell'apposita lavagna che si trova all'entrata del locale. Come la maggior parte dei ristoranti di Amsterdam, la cucina è a vista, per cui si possono vedere preparare direttamente i piatti ordinati. E' diviso su due piani, infatti il piano superiore è soppalcato e con una gradevole vista su una strada laterale. La sera dopo le venti, il luogo si riempie di studenti e di altre persone che conversano e bevono birra ascoltando musica. Coloro che vi lavorano parlano la lingua inglese e comunque sono disponibili menù in inglese. Molto richiesti anche i dolci, con la torta di mele e cannella come punto di forza.

Le Temps de Cerises - Ristorante - Parigi

Parigi ci accoglie sempre alla grande, forse perchè ne siamo talmente innamorati che ogni cosa per noi va bene. Però per quanto riguarda il cibo non guardiamo in faccia nessuno e se non va bene , c'è poco da fare.
Comunque stavolta ci troviamo nel XIII° arondissement, vicino a Place d'Italie e nel cuore della zona universitaria. Siamo arrivati nel pomeriggio e dopo un piccolo riposino ci siamo subito messi in moto. Una breve camminata per conoscere un pò il quartiere e poi ci spostiamo verso Place d'Italie, dove c'è il centro commerciale Italie2. Dopo un breve giro al suo interno, il nostro piccolo comincia a manifestare un certo appetito. Iniziamo a camminare e dopo aver scartato un paio di locali segnalati, ci troviamo in Rue de la Butte. E' pieno di localini interessanti, sia per mangiare che per acquistare qualcosina di simpatico. A un certo punto la nostra attenzione viene catturata da un locale che ci piace subito e senza pensarci due volte, decidiamo di entrare.
Appena entrati, ci chiedono quanti siamo e ci fanno accomodare in un tavolo dove già c'è una signora con un libro in mano e che è evidente in attesa di qualcuno. Appena seduti, prima di ordinare, portano a Jacopo un bicchiere di sciroppo di amarena, loro lo chiamano granatina. Molto carino come gesto, anche perchè poi abbiamo scoperto che era gratuito. L'ambiente è molto particolare, le pareti sono piene di poster, con evidente tendenza di sinistra. Ma dove si mangia bene e l'ambiente è piacevole, francamente queste cose sono irrilevanti. Dunque arriva una signora e ci porge il menù. Da bere prendiamo l'acqua in caraffa e un quarto di vino rosso della casa, non male. Jacopo ha invece successivamente preso un altro bicchiere di granatina. Per iniziare abbiamo preso l'insalata con la guancia di maiale ( salade de joues de cochon), un’insalatona normale senza cetriolo e una mousse di formaggio. Il tutto accompagnato dal famosissimo pane francese, cioè la baquette. Diciamo che il cestino del pane è stato riempito più volte. Nel frattempo il locale si è popolato talmente, che tutti i posti sono occupati ed è arrivato anche il compagno della signora che leggeva il libro. In pratica siamo in cinque nella stesso tavolo. Attendiamo un pochino per i secondi, però l'attesa viene ripagata. Il nostro piccolo Vissani, ha preso l'entrecote con parecchie patatine , mentre Carla ha optato, dietro consiglio della signora che ci ha servito, per un entrecote al roquefort e patatine, mentre io ho preso la stessa ma con un purè fatto di patate e funghi champignon e salsa al fois gras. Il piccolo Vissani e la mamma hanno avuto un pò da ridire sulla cottura, mentre a me è andato tutto come previsto, cioè molto bene. Devo dire la verità, che se avessimo visto subito la dimensione dei secondi piatti, l'antipasto lo avremmo sicuramente saltato. Ma comunque già che c'eravamo, abbiamo deciso di assaggiare un dolce in tre, per cui abbiamo preso una buona crema catalana, ma un pò più lavorata, infatti c'erano dei pezzetti di cioccolato.
Alla fine abbiamo pagato 73 euro in totale, meno di 25 a testa e ci hanno regalato anche dei lecca lecca a forma di ciliegia. Nel frattempo c’erano persone che attendevano in fila in attesa che si liberassero dei tavoli.
Insomma una bella serata, divertente, al giusto prezzo e con un buon cibo, anche secondo il piccolo Vissani.

lunedì 21 settembre 2009

The River - Inverness - Scozia

Sembra semplice mangiare in Scozia, nel senso trovare posti liberi per sedersi e mangiare. Invece non è affatto così , tanto che siamo arrivati in questo ristorante, che si trova sulle rive del fiume Ness, dopo aver ricevuto non disponibilità di posti a sedere in altri tre locali. Arrivati davanti al River, siamo entrati e ci hanno chiesto di attendere 10 minuti, in quanto avevano necessità di prepararci il tavolo. Il tutto molto cordiale e con un non so che di serata molto positiva. Nel frattempo aspettavamo fuori e il magnifico sottofondo dei gabbiani, ci teneva compagnia. Di Inverness, oltre alle sue bellezze, mi rimarranno impressi, per sempre, i suoi rumori, cioè quelli dei gabbiani e le sue lepri, che passeggiano tranquillamente nei pressi del Castello. E' una realtà bellissima , che ti rimane dentro. Ma torniamo a noi e al tavolo pronto, apparecchiato con cura e sapienza.
Entrando si nota che l'arredamento è molto semplice, ma segue il filo logico del buon gusto, come quello che proveremo assaggiando i loro piatti, di li a poco. Non ci sono uomini che servono, ma solo donne e precisamente ragazze. Hanno un occhio di riguardo per Jacopo, è il cucciolotto del gruppo. Ci portano il menù e ordiniamo subito da bere, le due classiche bottiglie di acqua, una naturale e una gassata e stasera, dando fiducia al posto, scegliamo un vino bianco della casa che arriva a 11 gradi alcolici. Quando siamo all'estero non manchiamo mai di assaggiare le zuppe del luogo. Stasera ne propongono due, una che non rientra tra i miei gusti, cioè una zuppa vegetale con ceci e l'altra invece molto interessante, cioè una zuppa di piselli e menta. Io e Jacopo abbiamo optato per quest'ultima, gli altri si sono diretti verso la vegetale. Devo dire che piselli e menta è veramente un mix azzeccato e da riprovare a casa. Molto buona, a dir loro, anche quella di vegetali. Qui ci vuole un chiarimento, a me i ceci non piacciono, ecco svelato l'arcano. Tra le zuppe e il resto della cena , c'è una breve pausa e guardando dalla vetrate che si affaccia sul lungofiume, notiamo che anche se sono le nove e trenta, il sole è ancora alto e l'estate sembra non finire mai. Ho capito, torniamo alla cena e alle nostre successive scelte. Carla opta per un primo piatto, molto gustoso e ricco di ingredienti. Prende un risotto con gamberi, cozze, panna e limone. Delicato e gustoso, un piatto che cattura il mio sguardo e anche un mio discreto assaggio. Jacopo per non smentirsi, sceglie anche lui un primo, cioè una lasagna con verdure e formaggio fuso. Devo dire di non averla assaggiata, ma il fatto che il piatto è tornato indietro pulito, significa che è stato gradito. Marcolino , gia dal menù, aveva adocchiato la papera(duck) e la sua scelta non è cambiata. Viene servita con verdure grigliate, scalogno e composta di cipolle rosse. Molto ma molto buona, sia a dire di Marcolino che a dire mio che l'ho assaggiata. Invece io ho scelto un tipico taglio di carne scozzese , il sirloin. Fino ad ora lo avevo sempre mangiato tipo bistecca, invece mi è stato proposto tipo spezzatino dentro un cestino di pasta di filo, mantecato con vegetali bolliti. Già la presentazione valeva il biglietto, ma il sapore valeva molto di più. Che bella cena, che bella atmosfera. E si , perchè il locale è frequentato da qualche turista, ma soprattutto da gente del luogo e da coppiette, che cenano in modo molto romantico. Allora prima il dolce e poi il caffè. Da notare che i caffè saranno due, mentre i dolci ammonteranno a tre, cioè le signore più il piccolo Jacopo. Per dolce viene servita una meringa al cocco e toffee, con crema liquida, accidenti che prelibatezza e in alternativa un cheesecake con cioccolata bianca e crema liquida. Devo dire che la scelta tra il più buono dei due è stata ardua, per cui è stato assegnato un punteggio di parità, elevato al top. Il caffè è quello del luogo, leggermente lungo, per cui senza voto.
Una cena perfetta, un ambiente che ti mette a tuo agio e che ti invoglia a tornare. Le ragazze che servono ai tavoli e prendono le comande, sono gentilissime. Ci hanno fatto una foto di tutti noi in ricordo della bella serata e dietro il conto ci hanno lasciato scritto un bel Thank You. A proposito, meno di 20 sterline a testa, poco più di 23 euro. Un rapporto qualità/prezzo semplicemente perfetto.
Un unico rammarico, esserci stati solo una sera , perchè meritava il bis.

mercoledì 16 settembre 2009

Skippers Seafood Bistro' - Edimburgo - Scozia

Metti una sera a cena cinque italiani e quando finiscono hanno la netta percezione di aver provato uno dei ristoranti più buoni e simpatici degli ultimi tempi. Metto anche la parola simpatici, perchè il servizio è stato piacevole a dir poco, grazie a Andres il cameriere spagnolo , che parlava un pò italiano, il quale ci ha servito con solerzia e simpatia. Però bisogna fare un passo indietro, cioè a circa un'ora predente al nostro approdo in questo bistrò. Leggendo qua e la e consultando le guide, i ristoranti che avevamo selezionato erano tutti pieni. Allora cominciamo ad affidarci al nostro fiuto, che ci porta ad un bel ristorantino vicino al porto. Dapprima una ragazza ci dice che è possibile cenare, poi , la stessa, scusandosi a dismisura ci spiega che non era più possibile. Però , dato che a Edimburgo si parla molto di Angeli, noi ne abbiamo trovato uno. Infatti , molto gentilmente, è stata proprio lei ad indirizzarci allo Skippers. Ecco, anche se un pò forzatamente, quella sera ad Edimburgo anche noi abbiamo trovato il nostro piccolo angelo culinario.
Dunque con le indicazioni della ragazza in cinque minuti arriviamo al locale. Entriamo e la sensazione è molto bella. Sembra di essere tornati in uno dei bistrò di Parigi, quelli che hanno reso la capitale francese la mia preferita. Ma torniamo alla serata e al fatto che ci hanno fatto subito accomodare, senza batter ciglio. Certo questo è risultato un pò strano, rispetto agli altri locali pieni. Prendiamo subito due bottiglie di acqua e proviamo il bagno, piccolo e pulito. Arrivano i menù e scopriamo che dato che si festeggia il trentennale del locale, c'è il "celebrating 30 years", che permette di prendere due piatti ,a base di pesce, per sole 19,79 sterline. La scelta ricade fra 11 piatti a scelta e tutti preparati con pesce scozzese. Non mi dilungo fra tutti i piatti scelti, che comunque abbiamo accompagnato con un ottimo vino bianco del Sudafrica, però ce ne è qualcuno che merita di essere menzionato, sia per la sua presentazione, ma soprattutto per la sua bontà. Vorrei iniziare con il piatto che ha preso Jacopo, un qualcosa che mai avrei immaginato accadesse. Ha preso "Haggis, neeps & tatties whit an Arran mustard and whisky cream". Dunque devo spiegare che l'haggis è il piatto tipico scozzese. Ma di cosa si tratta? Semplicemente di interiora dell'animale. Generalmente si parla di haggis di carne, in questo caso erano di pesce. Mi credete se vi dico che quel piatto era semplicemente fantastico? Io ne assaggiato un pochino e ho fatto appena in tempo, perchè si è volatilizzato nel breve volgere di qualche minuto. Altro piatto degno di attenzione è stato quello che ho preso io, cioè
" Orkney rollmop herring with dressed leaves and a shallot and orange compote". Trattasi di aringa delle Orcadi, rivestita di scalogno e composta di arancio. Che splendido abbinamento e una freschezza piacevolissima. E cosa dire del "Grilled fillet of Loch Duart salmon served whit wilted spinach and salsa verde"? niente di più che è stato molto apprezzato da noi tutti. Si perchè alla fine abbiamo assaggiato un pò di tutto. Però , per la presentazione, il top va a quello che ha preso Marcolino, cioè "Whole roasted sea bream with a crayfish tail, sun-blushed tomato and basil stuffing". Splendida orata, guarnita con ciuffo di basilico e che al suo interno aveva gamberi e pomodorini. Un sapore delicato e leggermente fortificato grazie ai pomodorini. Non dimentico la frittura, ottima anche quella. Passiamo ai dolci che sono stati presi dalle signore e da Jacopo. Buona la torta al limone, ma il migliore, è stato la crema catalana, a dire di mia moglie, la migliore mangiata in assoluto, Catalogna compresa. Siamo in Scozia e allora io e Marcolino, invece del dolce, ci buttiamo sul whisky, per me un Glenkichie invecchiato 10 anni, mentre Marcolino opta per Isle of Jura. Il mio più delicato, il suo abbastanza affumicato. Per che si intende di whisky sa di cosa parlo. Però c'è la sorpresina finale, cioè il caffè. Logicamente il caffè niente di speciale, almeno per i nostri gusti, però viene accompagnato con dei biscottini alla lavanda. Che sensazione particolare, io la lavanda la vedo, anzi la sento, come deodorante e invece è ottima anche nei biscottini. E alla fine arriva il conto, che rispecchia un ottimo rapporto qualità/prezzo, cioè 35 sterline a testa e se è tutto a base di pesce, ci si deve stare per forza.
Insomma , questa era l'ultima sera a Edimburgo, poi saremmo partiti per Inverness e la chiusura è stata delle migliori.
Se andate a Edimburgo non dimenticate questo bistrò , chiedete di Andres e salutatelo da parte nostra.
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